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Besiktas-Napoli, l’analisi tattica

Besiktas-Napoli, l’analisi tattica della partita di Champions League

ISTANBUL – Una partita che il Napoli ha dominato ma che i due tecnici hanno impostato con tattiche speculari. A dispetto della disposizione in campo con la quale le compagini si sono schierate, ovvero il 4-2-3-1 dei turchi e il 4-3-3 dei partenopei, lo svolgimento ha determinato un annullamento reciproco del centrocampo, con nessuna delle due squadre che abbia preso in modo netto il sopravvento.

Il Besiktas ha spesso abbassato uno dei trequartisti a sostegno di Hutchinson e Inler per operare una pressione sulla fascia mediana non appena Ozbiliz si è accorto del pressing alto del Napoli.

Ne è risultato un sostanziale equilibrio che però ha segnato poi una prevalenza a favore dei partenopei in virtù della maggior classe dei singoli.

I turchi si sono resi pericolosi soprattutto quando hanno portato in avanti Beck o Rodolfo, proprio perché in questo modo si rompeva l’equilibrio creatosi tatticamente. Il Napoli invece ha continuamente usufruito delle impostazioni arretrate da parte di Koulibaly, che a parte una bavatura in occasione di un suo errore a centrocampo, ha disputato una gara impeccabile.

Tema di fondo sono stati i ripetuti tentativi di apertura sulle fasce da parte di entrambe le compagini, per poi cercare di convergere il Besiktas su Aboubakar e il Napoli soprattutto su Insigne e Callejon. Le verticalizzazioni sono invece state frequenti ma solo con tentativi di lanci profondi e aerei per cercare di liberare le punte.

In questo gioco al Napoli è mancato soprattutto l’apporto di Gabbiadini e Mertens, che a parte nella fase iniziale con l’Italiano, sono risultati un po’ più avulsi dal gioco rispetto a Callejon e Insigne.

Il Napoli avrebbe meritato di più soprattutto per il fatto che le conclusioni pericolose sono state tutte a suo appannaggio, ma c’è un po’ da recriminare sulla precisione delle stesse.

Il portiere Fabricio non si è infatti distinto per episodi salvifici, e il pallone scagliato dagli attaccanti azzurri ha raramente centrato lo specchio della porta.

Degno di rilievo invece la conclusione di Hamsik in occasione della rete: lo slovacco ha impattato un destro terribile che ha infilato il pallone come un siluro alle spalle di Fabricio: un vero capolavoro di potenza balistica.

Enrico Cannoletta
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Enrico Cannoletta

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