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Bocciatura Spalletti, il campo ha parlato: via dalla Juve

La fragilità della Juve desta più di qualche preoccupazione nell’ambiente bianconero: i primi dubbi sull’operato sono già emersi

La sofferta vittoria contro il Bodo/Glimt ha riaperto il dossier sulla reale competitività di questa nuova Juventus, oggi guidata da Luciano Spalletti. Sono stati anni complessi per l’ambiente bianconero, caratterizzati da una notevole confusione gestionale: la dirigenza ha cambiato diversi allenatori nel giro di pochissimo tempo, alimentando dubbi sulla funzionalità delle scelte prese ai piani alti della Vecchia Signora.

Bocciatura Spalletti, il campo ha parlato: via dalla Juve (Foto Instagram) – Calciomagazine.net

Questa instabilità ha generato anche conseguenze economiche rilevanti: la Juventus è reduce da due esoneri pesanti, quello di Thiago Motta e quello più recente di Igor Tudor, decisioni che incidono sensibilmente sulla sostenibilità finanziaria del club. Una fragilità che si riflette inevitabilmente anche sul campo.

Juve, segnali chiari dal campo: addio vicino

Massimo Giletti è intervenuto a Radio Bianconera per commentare l’ultima prestazione della Juventus di Spalletti contro i norvegesi del Bodo/Glimt. Il giornalista, noto tifoso juventino, ha espresso alcune perplessità sulla squadra attuale, sottolineando in particolare una fragilità evidente a centrocampo. Nonostante la vittoria ottenuta contro i norvegesi, la Juventus ha sofferto parecchio in trasferta contro il Bodo/Glimt, soprattutto a causa delle condizioni ambientali estreme a cui sono stati sottoposti i bianconeri.

Juve, segnali chiari dal campo: addio vicino (Foto Instagram @SerieA) – Calciomagazine.net

Da anni, la Juventus non ricorda più i fasti del passato. Tuttavia, in questo contesto, il giornalista ha evidenziato l’importanza di avere un allenatore come il toscano: “Spalletti però è il primo tecnico che arriva dopo aver vinto ovunque e vuole mettere un’impronta pesante“, capace di “dare una svolta sul piano del coraggio“.

Allo stesso tempo, Giletti ha rimarcato i limiti presenti in alcuni reparti, soprattutto nella zona nevralgica del campo: “Il problema è che questa squadra non ha un regista ed è difficile giocare ad alti livelli così. La Juve è in costruzione da quattro anni, è fragile, soprattutto a centrocampo”.

I tre punti conquistati danno sollievo all’ambiente, ma la Juventus dovrà necessariamente alzare l’asticella delle prestazioni per uscire definitivamente da un periodo complicato, che nemmeno Spalletti è ancora riuscito a superare del tutto. Dopo il suo arrivo, infatti, la squadra ha vinto contro Cremonese e Udinese, ma ha poi collezionato tre pareggi consecutivi che hanno ricordato, seppur da lontano, l’andamento delle gestioni Thiago Motta e Igor Tudor, quando i numerosi segni X avevano fatto perdere punti preziosi in ottica classifica.

Quella fragilità mentale, della quale ha parlato anche Massimo Giletti, resta una delle criticità principali da superare per un tecnico che vuole riportare la Juventus ai vertici, ma che per farlo dovrà correggere errori e imprecisioni che sono costati cari anche nella trasferta in Norvegia.

Nonostante il successo finale, infatti, la Juventus ha rischiato seriamente di collezionare un altro pareggio, se non addirittura una sconfitta, viste le difficoltà incontrate nei primi minuti di gara, quando i norvegesi hanno messo decisamente in difficoltà i bianconeri, poco abituati a quel tipo di campo e di condizioni climatiche.

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