Una bolla stile NBA per salvare il campionato di Serie A

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Serie A

Il calcio italiano è arrivato ad un punto di non ritorno, servono decisioni immediate al fine di evitare un altro stop.

MILANO – C’è un punto di non ritorno, è inevitabile che sia così quando la corda della razionalità precipita nello sconfinato mondo dominato dal caos, da idee balorde e distorte. Una sorta di film già visto più volte, senza lieto fine e dominato da contorni irreversibili, conseguenze di logiche inconcepibili collegate ad interessi più o meno rivedibili. Un mondo a parte per sconfiggere, o quanto meno, per porre un freno alle conseguenze di quello che, da qualche mese, ha preso le sembianze di un universo parallelo.

In parole poverissime: una bolla per salvare il campionato di Serie A 2020/2021 e tutto quello che ruota attorno a questa Galassia. Già, quel torneo etichettato come “Operazione rinascita” sta creando problemi maggiori rispetto alla precedente edizione, stoppata e condizionata da quel mondo a parte chiamato COVID. Nube tossica che non ha nessuna intenzione di lasciar spazio al sereno pungente e splendente, quella stessa nube alimentata dai veleni che hanno cosparso di cenere il nostro campionato. E’ un punto di non ritorno che ingabbia un sistema che sta per collassare sotto il peso incessante di rinvii, di partite vinte o perse senza giocare, di guerre intestine tra Lega e ASL. Entrambe sconfitte nella gara di pazzia generale.

Discostandoci quelle retorica insopportabile legata al sistema calcio occorre intervenire, in tempi più o meno rapidi, al fine di evitare un cataclisma sportivo, una sorte di implosione dei vari campionati che occupano quello spazio all’interno di una settimana italiana. Ancora 5 giorni prima che gli stadi del nostro bel Paese tornino ad illuminare spalti vuoti (e lo saranno ancora per molto tempo), prima che un arbitro possa decretare la fine di una partita mai iniziata, prima che i vari presidenti possano cominciare una Royal Rumble nei finti palazzi reali. Serve quella bolla che ha permesso alla più grande organizzazione sportiva del mondo di completare la stagione senza che niente e nessuno sia stato un grado di frapporsi. La NBA ha nuovamente insegnato al mondo dello sport valori e comportamenti universali, ha imposto divieti ai migliori giocatori di basket del globo fregandosene dei loro vizi ma, allo stesso tempo, accogliendone le richieste (ragionevoli).

Questa notte è andata in archivio la stagione 2019/2020 con la vittoria dei Lakers ma questo è un dettaglio: la vera vittoria, il vero anello, sta nell’aver portato a termine una stagione che sembrava ormai conclusa. Spenta da una Pandemia che sta martoriando gli Stati Uniti, rapiti da quella mentalità piuttosto sbarazzina che, però, non è riuscita ad intaccare il più grande spettacolo del mondo. C’è quel punto di non ritorno che non lascia spazio ad ulteriori pensieri sconnessi, c’è una seconda ondata (prevista) da contenere, c’è un campionato da salvare. C’è un sistema che non risponde al nome di Ronaldo (il quale è evaso dalla bolla, ma nessuna problema figuratevi) ma a quello di ogni singolo componente che fa del calcio una vera e propria industria. E no, questa volta non c’è spazio per la retorica.

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