Bologna, il punto: arrivano i punti ma il gioco piace?

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logo-bolognaBOLOGNA – Sedici punti nelle ultime sei partite, tre vittorie esterne, undici gol fatti e tre subiti, con il distacco dal Carpi capolista che si riduce e quello dal Livorno terzo in classifica che aumenta. Il Bologna continua imperterrito la sua marcia verso la Serie A, eppure c’è chi ancora storce un po’ il naso e non riesce a godersi a pieno il momento magico dei rossoblù, preoccupato dal fatto che i successi della squadra passino attraverso un gioco non proprio esaltante. Di questo, delle scelte del tecnico Diego Lopez, dei nuovi acquisti e di molto altro abbiamo parlato con Marcello Castellini, capitano e leader difensivo del gruppo che nella stagione 2007-2008 conquistò la promozione con Daniele Arrigoni in panchina.

Il Bologna continua a far punti ma non riesce a mettere d’accordo tutti: qual è la tua opinione sui rossoblù? «Ho letto e ascoltato che gran parte della tifoseria è contenta dei risultati, perché cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei gare sono un bottino notevole, ma c’è anche chi si lamenta un po’ perché il gioco espresso dalla squadra non è dei migliori. Credo che nell’arco di un campionato di ben 42 partite il Bologna dovrà venir fuori anche sotto quest’ultimo aspetto, far vedere qualcosa di più sul piano della manovra, anche se comunque finora sono già emersi degli aspetti molto positivi, come la compattezza e l’organizzazione. Io credo che nei giudizi ci voglia un po’ di moderazione: ripeto, da questo Bologna mi aspetto qualcosa di più, ma Lopez e i suoi ragazzi stanno comunque facendo grandi cose, hanno superato momenti difficili, scalato diverse posizioni e accorciato le distanze dal Carpi, non si può non essere soddisfatti».

La cosa importante, in fin dei conti, è raggiungere l’obiettivo: conta la promozione, non lo spettacolo. «Esatto. Avendola giocata e anche vinta conosco molto bene la Serie B, il  livello tecnico non è altissimo ma si tratta di un campionato incredibilmente difficile, imprevedibile e logorante, dove non ci sono mai risultati scontati. È bene che il Bologna non si lasci scappare l’occasione di ritornare immediatamente in Serie A, primo perché la piazza merita un palcoscenico più importante, secondo perché appunto in questa categoria è meglio restarci poco o si rischia di non venirne più fuori».

Qual è allora il tuo giudizio su Diego Lopez? «Lopez è un tecnico giovane e come tale sta facendo esperienza e maturando. Nonostante questo ha già dimostrato di avere una forte personalità, portando avanti con coraggio le sue idee, e rimanendo lucido anche nei momenti in cui sembrava che la sua posizione fosse un po’ a rischio. Ha saputo costruire un gruppo solido, nonostante i problemi societari di inizio stagione, la squadra lo segue e i risultati sono dalla sua parte. Adesso siamo un po’ tutti curiosi di vedere come gestirà l’inserimento dei nuovi acquisti, che rappresentano una risorsa importantissima nella rincorsa alla promozione diretta. Sono tutti giocatori importanti e le loro qualità dovranno essere sfruttate al meglio».

La difesa si sta comportando bene, soprattutto la coppia di centrali Maietta-Oikonomou: pensi che sia rischioso andarla a toccare in questo momento? «Condivido il giudizio positivo sulla retroguardia del Bologna, fino a questo momento mi è piaciuta molto. Maietta rappresenta una garanzia assoluta, è un centrale di grande esperienza, Oikonomou invece ha stupito un po’ tutti, lo conoscevamo poco e ha saputo mettersi in luce a suon di ottime prestazioni, impreziosite anche da tre gol. Ogni tanto commette qualche sbavatura ma alla sua età è normale, ha dei margini di miglioramento notevoli. Adesso è arrivato anche Gastaldello, che non ha bisogno di presentazioni, e ritengo che la società abbia fatto bene a rinforzare questo reparto, perché per andare in Serie A serve prima di tutto una difesa forte. Nel 2008 ad esempio, quando abbiamo conquistato la promozione, c’eravamo io, Terzi e Moras che ci alternavamo, ogni tanto per il bene della squadra bisogna anche accettare qualche panchina, è normale. Ribadisco, la B è interminabile, e anche per far fronte ad eventuali infortuni e squalifiche ci vuole una rosa ampia, da qui alla fine Lopez avrà bisogno di tutti».

A proposito di Gastaldello, visto che vi conoscete, lo hai sentito di recente? «Sì, ci siamo parlati al telefono prima del suo arrivo sotto le Due Torri e l’ho sentito davvero contento della sua scelta ed entusiasta per questa nuova avventura. Ha lasciato una squadra a cui resterà legato per sempre, peraltro in un’ottima posizione di classifica in Serie A, perché ritiene che il progetto del Bologna sia davvero importante, un’occasione che non capita tutti i giorni».

L’ultima domanda è sul Carpi: credi che ormai un posto per la A diretta sia già assegnato? «Sinceramente sul Carpi lascio ancora un punto interrogativo, è una tale sorpresa che davvero non riesco a dire se riuscirà a tenere questo ritmo fino in fondo. Stanno facendo qualcosa di incredibile, con una grande organizzazione sono riusciti a mettersi alle spalle squadre con organici a mio avviso superiori, come il Bologna e il Livorno, e non sembrano dare segni di cedimento. Però attenzione, non bisogna mai dare nulla per scontato, anche noi con Arrigoni dominammo la B in lungo e in largo e poi rallentammo bruscamente nel finale, rischiando di dover giocare i playoff: mancano ancora tantissime partite e può succedere di tutto».

[Simone Minghinelli – Fonte: www.zerocinquantuno.it]

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