Bologna-Livorno: la presentazione del match

LIVORNO – Uscire dal tunnel con una vittoria importante sul campo di una diretta concorrente. Il cambio di allenatore non ha sortito gli effetti sperati e anche contro il Cittadella è arrivata una sconfitta. L’ennesima. La quarta nelle ultime sei partite per gli amanti delle statistiche. Il campionato è arrivato nel suo momento clou e il Livorno sembra essersi perso sul più bello. Se la difesa è sempre stata a dir poco ballerina, l’attacco, vero punto di forza degli amaranto, sembra essersi inceppato. Più in generale la squadra appare confusa, inevitabile, forse, quando si cambia per ben tre volte la guida tecnica.

Contro il Bologna l’impegno sembra improbo: come può una squadra in crisi nera che non è riuscita a fare risultato contro compagini modeste come Latina, Cittadella e Crotone pensare di mettere in difficoltà una delle corazzate del torneo cadetto? Eppure si può. Nella gara di andata il Livorno vinse proprio contro i felsinei una delle gare più “folli” della stagione con una rimonta straordinaria. Si può perché questa squadra contro le sue “pari” si esalta, basti pensare alla vittoria del “Cabassi” contro il Carpi, roba rarissima quest’anno. Perché Siligardi ed Emerson, due colonne fondamentali dello spogliatoio e dello scacchiere amaranto, sono di  nuovo abili e arruolabili. Perché, soprattutto, è il momento di dire basta a questa sfilza di sconfitte. Il Livorno è scivolato sempre più giù quasi ai margini della zona playoff, che va ricordato, sono l’obiettivo minimo. Il secondo posto, occupato proprio dai rossoblu, dista sei punti. Non sono pochi, è vero, ma neanche un’enormità. La Serie B, lo sappiamo, è un ottovalente imprevedibile, basta un filotto di vittorie per schizzare in alto, se sono state sufficienti 5-6 partite per precipitare ne bastano altrettante per tornare su. A patto, ovviamente, di tornare a vincere. A cominciare da domani.

Al “Dall’Ara” Panucci, come detto, recupera Emerson e Siligardi, e sono due rientri a dir poco fondamentali. Ma sarà emergenza in difesa: non ci saranno infatti Maicon impegnato con l’Under 20 del Brasile, Bernardini fermato per un turno dopo il rosso rimediato sabato scorso e molto probabilmente anche Ceccherini uscito malconcio dalla sfida contro i granata. Detto che sarà alquanto improbabile che si riveda il 343 annacquato visto contro il Cittadella e ferma restando la difesa a tre, appare scontato il ritorno a un 352 con il Borges, Lambrughi e Gonnelli dietro. A centrocampo gli esterni dovrebbero essere Gemiti e Jelenic con Appelt Pires, capitan Luci e Djokovic a fare legna in mezzo. Biagianti è out. In attacco Vantaggiato al fianco del Sili.

In casa bolognese Lopez dovrebbe recuperare Maietta ma sarà costretto a fare a meno di Garics e Mbaye impegnati con le rispettive nazionali. Dal punto di vista tattico il dubbio per il tecnico uruguaiano riguarda l’assetto difensivo: a tre o a quattro? In attacco molto probabilmente non ci sarà Mancosu, fermo in settimana per colpa dell’influenza. Accanto a Cacia ci sarà quindi Improta, favorito su Sansone. In casa bolognese c’è poi molta attenzione al capitolo diffide visto che il prossimo impegno sarà lo scontro decisivo, tutto emiliano, contro la capolista Carpi. Un match che vale un buon pezzo di stagione e che, inconsciamente, potrebbe togliere concentrazione al Bologna e favorire gli amaranto. I rossoblu nelle ultime tre apparizioni casalinghe non hanno segnato neanche un gol raccogliendo (0-0 contro Modena e Latina e 0-2 nello scontro diretto contro il Vicenza). Insomma, se il Livorno è messo decisamente male, l’avversario di turno, al netto dell’invidiabile posizione in classifica, non è proprio lanciatissimo…

Chiusura d’obbligo per la doverosa iniziativa delle due società che domani ricorderanno Piermario Morosini, che oltre all’ amaranto ha vestito anche la casacca rossoblu, a pochi giorni dal terzo anniversario della sua scomparsa. Durante il riscaldamento le due squadre scenderanno in campo gara indossando una speciale maglia con il numero 25 sulle spalle che lo ricorderà. Poi, proprio come disse il Moro in quel maledetto pomeriggio di Pescara, sarà il momento di “andare a prenderci questo risultato”.

[Luca Aprea –  Fonte: www.amaranta.it]

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