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Bologna, Oscar Magoni: “Buon campionato, mancano alcuni punti in trasferta”

Una vita da mediano per tre anni con la maglia del Bologna e poi una vita da allenatore, ora con il Tritium 1908 (squadra di Trezzo sull’Adda – Mi) che milita in Lega Pro: Oscar Magoni non è mai uscito dal mondo del calcio e di Bologna ha un ricordo eccezionale, avendo la nostra città regalatogli soddisfazioni fuori e dentro il campo.

Magoni, da centrocampista ad allenatore: come procede la sua esperienza sulla panchina del Tritium? Bene grazie, stiamo ottenendo risultati buoni e stiamo facendo punti importanti. Lavoriamo con ottimismo per fare sempre le cose al meglio.

Parlando del Bologna, i rossoblu si affacciano al 2013 con 18 punti in classifica. A suo avviso, hanno raccolto meno di quanto seminato? Penso che il campionato in casa del Bologna sia stato ottimo mentre fuori è mancato qualcosa: contro il Napoli ho visto la squadra giocare benissimo, era compatta e molto viva. É naturale che avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più in trasferta ma sta svolgendo bene il suo campionato.

Si sarebbe mai aspettato le due imprese di Campionato e Coppa Italia contro la squadra partenopea? Avevo dato come favorito il Napoli e sono stato smentito clamorosamente: merito a Pioli, ai giocatori e alla società. Sono state partite molto belle e importanti, sono scese in campo in entrambe le gare squadre organizzate e in buonissima salute: tanti complimenti al Bologna.

Qual è la sua opinione sul Bologna di adesso? Il Bologna è una squadra importante in Serie A ed è da qualche anno che rimane stabilmente in categoria: ovvio che è di seconda fascia e per questo deve lottare per salvarsi, ma ha un ambiente molto sano e giusto per centrare l’obiettivo. A Bologna ci sono dei professionisti molto seri, giocatori ottimi, uno stadio bellissimo: tutti gli ingredienti per salvarsi con la giusta e non eccessiva difficoltà.

Il 15 gennaio il Bologna affronterà l’Inter ai quarti di finale di Coppa Italia. Si può credere fino in fondo nel sogno di arrivare in finale? Sì, perché no? Si gioca e non sai se vincerai o perderai: una squadra va sempre in campo per fare risultato e credo che questo valga anche per il Bologna. E’ chiaro che il cammino diventa sempre più difficile perché rimangono solo le squadre migliori e più importanti ma il Bologna ha l’obbligo di provarci.

Per i rossoblu la prossima gara di Campionato è invece contro il Genoa in trasferta, entrambe sue ex squadre. Che gara si aspetta? E’ uno scontro salvezza, giocano per lo stesso obbiettivo e per questo i punti valgono doppio: ci sarà tanta tensione. Il Bologna ha il vantaggio di avere una squadra più rodata mentre il Genoa è più in subbuglio, sta cambiando molto come nello stile del presidente Preziosi. Sarà una partita molto importante e sarà difficile per entrambe le squadre fare risultato.

Da uomo di centrocampo, ci da’ un parere sull’importanza di Perez in questo squadra? Ha tutte le doti per fare molto bene il centrocampista: la metà campo e il Bologna in sé non possono però dipendere solo da un singolo ma dall’assetto della squadra. Per l’equilibrio rossoblu, Perez ha qualità importanti: è un giocatore completo e molto importante per questo campionato.

Invece, da allenatore, cosa pensa del collega Pioli? E’ un grande allenatore, lo conosco bene e lo stimo molto perché l’ho seguito tanto: è un tecnico duttile, capace di giocare con più moduli e capace di leggere bene l’avversario. Allena al meglio la squadra e mi piace molto anche nei modi perché è una persona equilibrata e concreta.

Per il mercato di gennaio, di quanti rinforzi ha bisogno il Bologna? Le squadre sono tutte migliorabili ma naturalmente chi arriva deve essere meglio di chi sta giocando: non credo sia così semplice rinforzare una squadra che è buona in tutti i reparti. Non so se la società rossoblu ha così necessità di giocatori in più: può puntare a giocatori che elevino la qualità ma questi hanno un costo e vanno poi inseriti in un certo equilibrio di squadra già formato. Ritengo comunque che il Bologna sia una di quelle squadre sempre abbastanza a posto.

Ha giocato a Bologna per più di tre anni. Che ricordo ha di questa città? E’ una città speciale che mi ha dato tantissimo a livello calcistico ma anche sotto l’aspetto familiare: mia figlia ha festeggiato il compleanno ieri e quando è nata stavamo a Bologna, quindi ho una figlia metà bolognese. Lì ho tanti amici che frequento tutt’ora e con cui vado in vacanza, dunque per me sono stati tre anni e mezzo fantastici. L’unico rammarico è che mi sono rotto il ginocchio a Bologna, per il resto conservo solo dei bei ricordi: la tifoseria è bellissima, me l’ha dimostrato al centenario quando abbiamo fatto la partita degli ex, serata splendida. Quando giocavo io la squadra era forte, c’era un bell’ambiente e tanto entusiasmo: anche ora seguo la squadra con interesse perché è sempre bello ricordare un aspetto professionale che mi ha dato così tanto.

Si potrebbe pensare a un’amichevole fra Tritium e Bologna. Magari, non sarebbe una brutta idea: peccato solo per la distanza però ci possiamo pensare e darci da fare per farla. Ci tengo a fare un saluto particolare alla tifoseria, ai ragazzi della curva che sono sempre vicini alla squadra. Forza Bologna, speriamo che si salvi al più presto e di vederlo sempre in Serie A.

[Greta De Cupertinis – Fonte: www.zerocinquantuno.it]

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