Bologna-Udinese 0-2: Di Natale-Lopez, i bianconeri tornano al successo

BOLOGNA – Il gennaio horribilis è alle spalle. Dal più giovane al meno giovane: l’Udinese riparte da Simone Scuffet e Totò Di Natale, per rialzarsi e trovare la prima vittoria in campionato dell’anno nuovo. Ballardini si tiene stretto Diamanti, oggetto del desiderio del Guanghzou, e lo piazza alle spalle di Bianchi nel suo 3-5-1-1. Modulo speculare per Guidolin, con Bruno Fernandes ad agire alle spalle di Di Natale. Pereyra a sinistra al posto di Gabriel Silva e l’esordiente Simone Scuffet in porta al posto di Brkic fermatosi durante il riscaldamento. La partenza delle due squadre è estremamente contratta. La posta in palio è altissima, nella classica gara da 6 punti, così lo spettacolo non ne beneficia. Imprecisione nei passaggi e squadre arroccate dietro sono il filo conduttore della gara, il cui equilibrio si rompe al quarto d’ora. L’ex Pazienza è molto ingenuo e spinge da dietro Lazzari in area di rigore.

Calvarese non ha dubbi e concede il penalty. Dal dischetto Di Natale gonfia la rete nonostante Curci intuisca la traiettoria della sfera, sfatando il tabù del portiere romano, che l’anno scorso lo ipnotizzò dal dischetto. Il sesto gol in campionato del capitano non sblocca i bianconeri, ancora molto timorosi nell’impostazione dell’azione. Le occasioni in contropiede ci sono, ma non si concretizzano per l’attenzione di Antonsson in scivolata prima su Di Natale e di Curci in uscita bassa poi su Badu. I colpi di genio di Totò e Bruno non sono sufficienti e sul finale di prima frazione c’è da soffrire. Scuffet, classe ’96, blocca con personalità un siluro di Diamanti. Poi, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Garics da buona posizione spara alto, graziando gli ospiti, che riescono così a chiudere i primi 45′ in vantaggio.

La ripresa parte con Pinzi al posto di Allan, troppo a rischio cartellino. Il Bologna è in difficoltà e allora tocca a Diamanti caricarselo di peso sulle spalle. I tiri del capitano col numero 23, da fermo o meno, sono sempre insidiosi per Scuffet. I rossoblù cercano il tiro mancino, in tutti i sensi, prima con Bianchi e poi con il suo sostituto Moscardelli. Il tentativo del barbuto bomber felsineo mette i brividi al giovane Scuffet, ma si spegne sul fondo. Anche Morleo ci prova con il sinistro, ma la sua conclusione non si abbassa a sufficienza per inquadrare lo specchio della porta. I due tecnici si sfidano a colpi di cambi. Ballardini si sbilancia con cambi molto azzardati; Guidolin riponde cambiando l’attacco. Fuori Bruno Fernandes e Di Natale, dentro in momenti diversi Maicosuel e Nico Lopez, che al minuto 74 ha l’occasione più grande per il raddoppio. L’uruguayano è bravissimo a sfuggire alla morsa degli avversari e a scendere palla al piede fino all’area di rigore. Il numero 17 scarta l’avversario ed esalta i riflessi di un magistrale Curci, non servendo un liberissimo Di Natale, che poi cerca il gol impossibile in stile Catania dalla linea di fondo. Sul prosieguo dell’aizone Basta sfiora il raddoppio con un fendente di destro. L’Udinese soffre e spera nello spunto di Nico Lopez, con il Bologna che urla al calcio di rigore a 4 dal termine. Basta e Moscardelli si tengono in area, ma per Calvarese non è fallo tale da determinare il calcio di rigore. Lo sbilanciamento dei padroni di casa è il preludio all’inevitabile raddoppio. Alla seconda occasione Nico non sbaglia. Heurtaux recupera un gran pallone con la giusta caparbietà e serve Maicosuel. Il Mago vola e serve il numero 17, che ha vita facile nel battere Curci per la seconda volta. Seconda, come la rete in serie A del talento classe ’93, sempre in gol lontano dal Friuli, se comprendiamo anche la Coppa Italia. É la pietra tombale sulla gara di Bologna; è il gol che vale la vittoria, pesantissima per il rilancio in classifica e per la preparazione migliore possibile alla semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina, fermata dal Cagliari.

[Sito Ufficiale Udinese Calcio – Fonte: www.udinese.it]

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