Cagliari-Fiorentina 2-1: vittoria firmata Pinilla

Il Cagliari si conferma squadra di alto profilo, umano prima che tecnico, e miete un’altra vittima nel famigerato (dagli avversari) Is Arenas. A fermarsi stavolta è la Fiorentina, altra componente di quel ceto medio della Serie A costretta a fermarsi a Quartu S.Elena. I viola lasciano, probabilmente, sull’Isola le residue speranze di accedere alla prossima Champions League, mentre i rossoblù possono crogiolarsi nell’entusiasmo di una tifoseria ferita, costretta a urlare da fuori il proprio sostegno.

La vittoria odierna porta la firma di Mauricio Pinilla, promosso titolare dopo una stagione fatta di stenti e panchine, e bravo a ripagare la fiducia con il primo gol su azione. É una rete da grande attaccante quella che il cileno, con un destro potente da dentro l’area, firma dopo dieci minuti per il vantaggio rossoblù. Cagliari rapace, velenoso nel punire ogni dimenticanza della Fiorentina, costretta a fare la partita ma incapace di comandarla. E così arriva anche il raddoppio: è il 38′ quando Cuadrado stende Sau, mandando sul dischetto Pinilla, che non sbaglia.

La partita vive di fiammate, con la Fiorentina a cercare il gol e il Cagliari a fare densità per poi punire. Nel primo tempo i toscani producono poco, e il peggio arriva quando, al 31′, Montella si vede costretto a togliere Jovetic per un guaio muscolare, al suo posto entra Larrondo. Batteria pesante in avanti per il tecnico campano, che si rinforza a inizio ripresa quando entra Luca Toni (Pulga risponde con Dessena per Ekdal).

Troppo alte le motivazioni viola per non assistere all’assalto gigliato, comunque fiacco al momento di concludere. Ci vuole una defaillance generale della difesa di casa per permettere a Cuadrado di girare in porta in mezza rovesciata e battere Agazzi, al 73′. Non ci sarà però seguito, se non una conclusione (alta) di Aquilani su punizione. Il Cagliari legittima invece il vantaggio con le combinazioni veloci Cossu-Sau e tra il cagliaritano e Ibarbo, abilissimo nel fuggire ma meno pungente del solito, mentre Cabrera prima e lo stesso Ibarbo poi vengono fermati da un ottimo Viviano.

Finisce in gloria per il Cagliari, e per i molti tifosi che dopo essersi sgolati per novanta minuti raccolgono abbracci e indumenti dei giocatori come ricompensa, a cementare un ambiente che le vicende extra-calcistiche cercano di minare invano.

[Fabio Frongia – Fonte: www.tuttocagliari.net]

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