Cara Inter, siamo la tua bestia nera: 1-1 a San Siro a testa alta

Grintosa, ordinata, capace di far male, ma pure di soffrire e non subire l’ennesima sconfitta nel finale, anche se stavolta si giocava nella tana dei Campioni d’Italia e d’Europa in carica, è questa la Sampdoria andata in scena stasera a San Siro. Un punto d’oro, una vittoria sfiorata, una sconfitta che, per occasioni da rete, sarebbe potuta anche arrivare, quindi teniamoci stretto questo pareggio, frutto di una prestazione caratterizzata da sprazzi di bel gioco e tanto cuore.

Il campo sta ormai nominando la Sampdoria come autentica bestia nera dell’Inter: due anni fa neroazzurri eliminati in Coppa Italia e bloccati a Marassi sull’1-1, l’anno scorso abbiamo conquistato 4 punti e siamo stati gli unici a non subire reti dai campioni in carica e stasera un’altra perla è stata assicurata agli archivi del calcio.

Se Benitez deve fare a meno di Stankovic e Milito, in extremis recuperano sia Cambiasso, in campo dal 1’, che Pandev, inizialmente in panchina, ancora fiducia ai giovani Biabany e Countiho. Sull’altro fronte Di Carlo è costretto a rinunciare agli infortunati Lucchini e Semioli, al loro posto spazio per Volta, al fianco di Gastaldello, e Koman, reduce dalle positive prestazioni offerte contro Fiorentina e Metalist. Dopo alcune conclusioni da fuori operate da Snejider, Cassano e Guberti, a partire dal 9’ si comincia a fare davvero sul serio: Coutinho, imprendibile per Zauri, trova in area Lucio, sul cui tentativo Curci fa buona guardia e si rifugia in corner.

Non tarda ad arrivare 1’ più tardi la risposta del Doria, concentrato in difesa, organizzato a centrocampo, pericoloso in avanti: Cassano capitalizza un lungo lancio dalle retrovie per arrivare sull’out destro, supera in dribbling due avversari e scarica per Koman, tocco di prima per l’accorrente Tissone, bolide dal limite, la sfera termina sul fondo non di molto. I neroazzurri sono stranamente lenti nel far girar palla, Cambiasso e Zanetti fanno molto possesso ma non danno ritmo alla manovra, Sneijder non sembra vivere una delle sue giornate migliori, Eto’o è isolato là davanti, soltanto Coutinho sembra essere in vena, allora al minuto 17 ci prova Lucio, con una delle consuete sgroppate, a scardinare il fortino blucerchiato, ma sul suo traversone in percussione, è Zauri a deviare in corner per evitare guai peggiori.

Nel cuore del centrocampo riusciamo a tenere botta, vinciamo diversi contrasti, si cerca di innescare quanto prima il tandem offensivo, Koman dà del tu al pallone, Cassano sembra ispirato come nelle serate migliori. Alla mezz’ora proprio dai piedi del 99 barese creiamo una delle migliori occasioni da rete dell’intera partita: serpentina sulla destra e cross sul secondo palo per l’accorrente Guberti, pronto a deviare di testa in area per Pazzini, lesto ad anticipare di tacco Maicon, la sfera è indirizzata verso la porta, ma Julio Cesar, più d’istinto che per merito, se la ritrova tra le braccia. L’Inter è consapevole del rischio corso e risponde immediatamente con lo scatenato Coutinho, che va via per l’ennesima volta a Zauri e costringe Curci ad un’uscita disperata, ma perfetta per tempistica e coraggio, la sfera finisce sui piedi di Eto’o, il quale non trova però lo specchio della porta.

Al 38’ Maicon si fa perdonare la “dormita” su Pazzini, salvando un goal già fatto: in rovesciata il campione brasiliano evita la deviazione sotto rete di Volta da due passi, su ennesimo cross di Cassano. Dopo aver rischiato di andare sotto per una deviazione in rimpallo di Coutinho, prima dell’intervallo andiamo nuovamente vicinissimi al vantaggio: sull’out destro Koman chiede e ottiene uno splendido triangolo da Palombo, l’ungherese vola sulla fascia, serve in centro Cassano, ma appoggia debolmente la sfera e il fantasista blucerchiato viene anticipato da Zanetti, autore di uno straordinario recupero.

Le compagini ritornano in campo con i medesimi effettivi dopo il break e la musica pare non essere cambiata, con l’Inter che fatica a creare gioco, Samp ordinata dietro e pronta a colpire di rimessa. Al 54’ Cassano innesca Pazzini, bravo ad eludere l’offside, ma è Samuel a chiuderlo sul più bello. Con il passare dei minuti i padroni di casa iniziano ad alzare ritmo e baricentro, non bisogna commettere il rischio di chiuderci eccessivamente, rischiamo grosso quando Zauri nega la gioia del goal ad un potente diagonale di Maicon dalla destra, l’Inter sembra dettare il gioco e invece al 62’ è costretta a rincorrere: Cassano sradica la sfera dai piedi di Chivu sull’out destro, i neroazzurri contestano per un presunto fallo ai danni del difensore rumeno, Orsato lascia però correre, il campione di Bari Vecchia crossa in centro, non ci arriva di testa Pazzini, c’è però Guberti che in sforbiciata insacca, Julio Cesar può solo deviare la sfera con i piedi, ma nulla più.

Benitez corre subito ai ripari, gettando nella mischia Pandev al posto di Biabany e, una volta passati in vantaggio, ci chiudiamo a riccio dietro, costruendo un autentico fortino, pronto a reggere contro i tentativi dei campioni in carica. Di Carlo si gioca le carte Poli e Marilungo al posto di Tissone e Guberti per assicurare maggior freschezza, ma si gioca oramai ad una porta sola. Al 69’ è ancora Curci a rispondere presente, respingendo di piede una conclusione ravvicinata di Coutinho, su servizio di Sneijder, il quale, 2’ più tardi, sfiora il bersaglio grosso con una classica azione di contropiede, ma la sfera termina sopra la traversa. Al 78’ la fortuna ci gira le spalle: Curci, nello smanacciare in corner un temibile traversone di Maicon, si scontra con Pandev ed è costretto a chiedere il cambio, entra Da Costa, il quale non ha nemmeno il tempo per rendersi conto di esordire nella massima serie, che Eto’o lo punisce al 79’, insaccando di prima intenzione su traversone di Coutinho, lasciato libero da Zauri sulla fascia sinistra.

L’Inter si gioca il tutto per tutto, la palla sembra scottare, non riusciamo più a tenerla, Di Carlo urla, si fa sentire, ma nei minuti finali riusciamo non solo a non correre più grossi rischi, ma a sfiorare il colpaccio, prima con Koman, che calcia alle stelle con una conclusione a giro, poi con Pazzini in diagonale, la sfera termina sul fondo. Al triplice fischio finale domina il rammarico in casa neroazzurra per un’occasione gettata al vento di tenere il passo della capolista Lazio, mentre sulla sponda blucerchiata c’è la consapevolezza di portare a casa un punto d’oro contro la corrazzata del campionato e soprattutto di potersela giocare davvero con tutti, purchè grinta e concentrazione vengano mantenute alte per l’intero arco della partita.

INTER-SAMPDORIA 1-1

MARCATORI: Guberti (S) 17’, Eto’o (I) 79′.

INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (dal 32’ s.t. Santon); Zanetti, Cambiasso; Biabiany (dal 18’ s.t. Pandev), Sneijder, Coutinho (dal 43’ s.t. Obi); Eto’o. (Castellazzi, Materazzi, Muntari, Nwanko, Pandev). All. Benitez.

SAMPDORIA (4-4-2): Curci (dal 33’ s.t Da Costa); Zauri, Volta, Gastaldello, Ziegler; Koman, Palombo, Tissone (dal 22’ s.t. Poli), Guberti (dal 27’ s.t. Marilungo); Pazzini, Cassano (Accardi, Dessena, Mannini, Pozzi). All. Di Carlo.

ARBITRO: Orsato (Schio).

AMMONITI: Volta, Pazzini, Poli, Zauri, Da Costa (S).

NOTE: spettatori 57 mila circa. Angoli 9-1. Recuperi: p.t. 1’; s.t 5’.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]

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