Champion’s League, Bayern Monaco-Juventus 2-0: dominio tedesco

Doveva essere un salto in alto, si è rivelata una caduta fragorosa. La Juve è uscita sconfitta dall’Allianz Arena, dove il dominio del Bayern Monaco non è mai stato in discussione: il 2-0 (rete a freddo di Alaba e raddoppio di Müller), infatti, sta stretto ai tedeschi, pericolosi ogni qualvolta (ed è capitato molto spesso) si sono avvicinati alla porta di un Buffon non ai suoi livelli. Ora, tra una settimana, non resta che un’impresa alla squadra di Conte.

Senza i “migliori” Vucinic e Giovinco (l’uno febbricitante e l’altro acciaccato), entrambi in panchina, il tecnico leccese non ha voluto indietreggiare di un metro: comunque due attaccanti – i confermati Matri e Quagliarella – ed esterni nuovi rispetto all’Inter – Lichtsteiner in luogo di Padoin e Peluso per Asamoah. Senza sorprese (e lo squalificato Martinez), il Bayern, con Van Buyten che ha scalzato Boateng in difesa e Ribery che si è tenuto il posto da titolare ai danni di Robben, nonostante i problemini fisici alla caviglia della vigilia.

Trenta secondi e sulla Juve è piombato un camion di negatività: l’austriaco Alaba ha tentato un tiro dalla distanza quasi solo per scaldare il piede ed ha giovato di una deviazione che ha reso stranissima la traiettoria, al punto da ingannare Buffon. Vantaggio tedesco, una mazzata per i bianconeri. Di fatti, la partita è iniziata così, con la Juve già sotto, come a pagare un prezzo salato per gli anni rimasti fuori dal gotha europeo.

Il Bayern ha scoperto con allegria le sue carte: Ribery in licenza di far male dalla sinistra, Kroos a uomo su Pirlo. Ma la sfortuna gira: proprio il marcatore fisso del regista bianconero si è dovuto arrendere al quarto d’ora ad un problema fisico, mandando in fumo la strategia di Heykens. Che si è visto costretto a spostare Müller (non proprio uno abile a seguire avversari) al centro e (beato lui, ammettiamo o) ad inserire Robben. L’olandese ha impiegato pochi secondi per farsi pericoloso, ma la sua deviazione (forte ma centrale) nel cuore di una mischia è stata respinta da Buffon, salvato poco dopo da un tocco provvidenziale di Bonucci su un tocco di Ribery.

Ad un’altra velocità, i tedeschi: più reattivi, più decisi, più feroci. La Juve, dopo aver cacciato la testa fuori ancora stordita dal colpo iniziale, è poi rimasta schiacciata, vittima di nuove paure, foriere di errori a serie. Errori banali che spesso hanno innescato un Ribery incontenibile e stimolato folate esterne teutoniche. Micidiale, quella al 32′ di Müller, che ha servito al centro Robben, tanto lasciato libero quanto incredibilmente sciupone (tiro a lato di un soffio). Mai un minuto di respiro per i bianconeri, che hanno ancora rischiato a causa di un traversone basso di Alaba (spinto in angolo da Buffon) e di un sventola di Schweinsteiger.

«Non potranno reggere questo ritmo per sempre»: solo con questa bozza di consolazione, gli uomini di Conte hanno conservato qualche briciolo di fiducia nell’intervallo. Ed in effetti ad inizio ripresa il Bayern non è ripartito allo stesso modo, ma – qui il problema – la Juve non ha aumentato il suo passo.

Ancora errori stupidi, ancora superficialità, soprattutto in difesa, dove il gemello cattivo di Buffon ha pasticciato al 20′: respinta maldestra, palla a Mandzukic, che ha servito Müller per il più facile degli appoggi a porta vuota. Raddoppio tedesco, sonno profondo bianconero.

Sarebbe servito un innesto di vitale freschezza in mediana, dove Pirlo è rimasto attanagliato, Marchisio non si è mai visto e Vidal ha collezionato solo falli (ammonito, salterà il ritorno): uno su tutti, ovviamente, Pogba. Invece, Conte ha optato per il cambio attacco: fuori Matri-Quagliarella, dentro Vucinic-Giovinco. Un minimo risveglio c’è stato, limitato però a due conclusioni di Vidal prontamente neutralizzate da Neuer. Poi, Pogba è comunque entrato, ma è finito anche lui inghiottito nel vortice della sufficienza generale. Così, pericoloso è stato solo il Bayern, ancora con Müller, che ha trovato un ridestato Buffon in respinta.

Doveva essere un salto in alto, ma poteva essere pure una caduta ancora più dolorosa. Nulla, almeno così, è già perduto.

TABELLINO:

Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Van Buyten, Dante, Alaba; Luiz Gustavo, Schweinsteiger; Muller, Kroos (14′ Robben), Ribery (47′ st Shaqiri); Mandzukic (45′ st Gomez). A disp.: Starke, Boateng, Tymoshchuk, Robben, Pizarro. All.: Heynckes.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Peluso (30′ st Pogba); Matri (20′ st Vucinic), Quagliarella (20′ st Giovinco). A disp.: Storari, Marrone, Padoin, Asamoah. All.: Conte.

Arbitro: Clattenburg (Ing)

Reti: 1′ Alaba, 18′ st Muller

Ammoniti: Mandzukic, Gustavo (B), Chiellini, Vidal, Lichtsteiner (J)

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]

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