Dopo il 5-1 rifilato al Venezia, per Chivu è già svanito il sorriso. Il tecnico dell’Inter si ritrova improvvisamente senza portiere: una doccia fredda
A Milano si respira un clima che non si vedeva da anni: quello di un derby scudetto autentico, combattuto, alimentato da due squadre che stanno giocando una stagione da protagoniste. Il Milan, padrone della vetta grazie a una continuità di risultati costruita con pragmatismo e una solidità quasi chirurgica, si è ritagliato un ruolo forse inaspettato a inizio campionato. Dall’altra parte c’è però un’Inter che, al netto di qualche inciampo inatteso, resta pienamente in corsa. L’impressione, piuttosto condivisa, è che la lotta scudetto si deciderà proprio fra queste due, con il Napoli di mezzo, in una Milano calcistica che torna a essere il centro del campionato.
Ma oltre ai sogni di gloria, c’è un tema che unisce i due mondi: il nodo portiere. Un problema urgente, strutturale, che pende sulla testa di entrambi i club e che rischia di avere un peso decisivo anche sulle strategie del prossimo mercato. Il Milan vede ormai quasi segnato il destino di Mike Maignan, in scadenza a giugno 2026 e sempre più vicino a un addio che appare inevitabile. Il francese non rinnoverà e a Massimiliano Allegri verrà chiesto di ricostruire un reparto completo, perché perdere un numero uno del genere non è mai indolore.

A pochi chilometri di distanza, anche l’Inter non dorme sonni tranquilli. Yann Sommer, contratto in scadenza e carta d’identità che non gioca a favore, è arrivato al bivio finale della sua esperienza nerazzurra. La società, in linea con la politica di sostenibilità imposta dal fondo Oaktree, vuole ringiovanire la porta e sa bene che servono investimenti mirati. Da mesi circola il nome di Illan Meslier, ma l’operazione non sarebbe l’unica perché di nomi tra i pali ne sono circolati tanti: Vicario, Caprile, Suzuki. Ed è proprio quest’ultimo a destare le maggiori preoccupazioni, perché a Milano devono digerire l’inserimento di una big come l’Arsenal nella corsa al portiere del Parma.
Zion Suzuki, numeri da big e infortunio: l’Arsenal entra in scena e ora cambia tutto
Zion Suzuki, classe 2002 del Parma, già seguito con interesse da Bayern Monaco, Inter e Milan. Le sue prestazioni nell’ultimo anno hanno acceso i riflettori di mezza Europa: esplosività, riflessi, personalità, un’ottima capacità di giocare il pallone e un margine di crescita evidente. Prima dell’infortunio – la frattura allo scafoide e al terzo dito della mano sinistra – Suzuki aveva disputato l’intera prima parte di stagione da titolare, confermandosi come uno dei giovani portieri più affidabili della Serie A. Le statistiche d’altra parte parlano chiaro: oltre 35 presenze nella scorsa stagione, numerosi interventi decisivi, una percentuale di parate fra le più alte del campionato e una leadership sorprendente per un ragazzo di appena 23 anni. L’infortunio lo terrà fuori circa tre mesi, ma non ha affatto raffreddato l’interesse nei suoi confronti. Anzi.

Secondo le ultime indiscrezioni, su Suzuki è piombato con forza l’Arsenal, deciso a muoversi con anticipo per evitare aste e congestionamenti estivi. I Gunners vogliono investire su un portiere giovane, atletico e futuribile che possa affiancare – e poi sostituire – Aaron Ramsdale. Per Inter e Milan, la notizia non è delle migliori. Competere economicamente con una corazzata come l’Arsenal è complicato, soprattutto per l’Inter che opera sotto i vincoli di Oaktree – e che dovrà sostituire quasi certamente Sommer – e per un Milan che dovrà probabilmente reinvestire dopo l’addio di Maignan, ma senza la certezza dei ricavi europei fino alla fine della stagione. La sensazione è che il treno Suzuki possa sfuggire alle due milanesi proprio nel momento in cui il bisogno di un nuovo portiere è più pressante che mai.