Europe League? No grazie (l’autointervista)

270

Anche quest’anno per le italiane in Europa League (ex Coppa UEFA) è stata vita grama. Tutte già fuori tranne il Napoli, che però non lascia presagire nulla di buono. Ma perché l’Italia addirittura dal secolo scorso (1999) non riesce a prevalere in codesta manifestazione?

R. Di certo da una parte la si prende sottogamba, il che lo trovo assurdo, perché, anche se non è prestigiosa come la Champions, è pur sempre una Coppa Europea dove si confrontano grandi squadre. E per squadre come il Palermo o la Sampdoria vincerla equivarrebbe ad un sogno. Poi vi è una certa inadeguatezza dei team a competere al di fuori dei confini nazionali; il che è alquanto strano, visto che il Campionato italiano è il più competitivo al Mondo.

Clamorosa l’eliminazione della Juventus.

R. In effetti non ci sono parole per definire il macello bianconero. Occorreva un misero successo, uno, che non è arrivato. Inspiegabile, se non dagli infortuni e dalle assenze croniche di Aquilani e Quagliarella, non schierabili da regolamento. Certo, il match di Poznan era da rinviare: non era calcio, ma “palla saponata”! Ma non ci si deve aggrappare a niente: la Juve aveva il dovere di passare il turno. Adesso almeno potranno concentrarsi anima e corpo sulla Serie A.

Riusciremo almeno a rifarci in Champions?

R. Confido nel Milan, che ha l’Europa nel sangue. Occhio all’Inter, che, al di là della flessione palesata in queste ultime settimane, rimane un signor team.

Articoli correlati