Fiorentina-Cagliari 4-1: ai sardi non bastano 50 minuti giocati alla pari

Cagliari bravo…a metà. Non bastano 50 minuti giocati alla pari per uscire indenni dal Franchi: la Fiorentina di Montella si aggiudica il match per 4-1, un risultato forse eccessivo, che punisce la squadra di Pulga e Lopez, incapace di reagire al micidiale uno-due viola di inizio ripresa. Troppo pesanti le assenze a centrocampo di Conti e Nainggolan, sostituiti dai volenterosi Ekdal e Casarini, così come quella di Ariaudo in retroguardia, con Rossettini in perenne difficoltà sulle avanzate delle punte viola. Nonostante la batosta, però, c’è tanto da salvare nella gara di oggi: intanto l’esordio del 17enne Murru, dentro al posto del brasiliano Avelar. Il baby terzino sinistro della Primavera di Pusceddu ha retto il campo con discreta personalità, perdendosi però l’argentino Rodriguez in occasione dell’1-0 viola al 13′, perfettamente imbeccato dallo spagnolo Borja Valero.

L’attacco tutta tecnica formato da Cossu, Sau e Thiago Ribeiro (con l’esclusione di Nenè, autentico eroe di mercoledì sera) ha ben figurato, creando alcune pericolose occasioni nell’arco dei primi 45 minuti: in particolare il neo 25enne di Tonara ha messo in difficoltà il proprio marcatore, ma spesso sulle sue incursioni è mancata la boa a rimorchio al centro dell’area. La Fiorentina ha vinto la gara a centrocampo: il duo Pizarro-Valero ha largamente dominato il controllo della palla, trovando spesso in Cuadrado e Llama degni partner a livello di fraseggio. Contro il Catania la coppia al timone del gruppo rossoblù dovrà rimettere a posto alcune cose, soprattutto a livello di marcature sulle palle inattive: inaccettabile subire due reti in fotocopia, con uno o più avversari liberi di colpire in area.

LA GARA – La succitata scelta offensiva e l’esordio di Murru sconfessano le parole di Pulga in conferenza stampa: “Squadra che vince non si cambia”, aveva detto il tecnico emiliano. Le scelte odierne probabilmente volevano mettere in difficoltà la Fiorentina, specialmente in difesa: dopo gli affanni del primo tempo, nella ripresa i tre marcatori viola hanno patito assai raramente le offensive dei vari Sau, Ribeiro, Ibarbo e Pinilla. Eppure l’inizio era stato dei migliori, con Cossu che al 7′ si divora un gol fatto sparando altissimo sul tiro-cross dalla destra del Diablo. Al 13′ passano i padroni di casa: corner di Valero, Murru si perde l’ex Villarreal Gonzalo Rodriguez che punisce un immobile Agazzi. Sau e Ribeiro si muovono bene in avanti, così come la mediana diretta da un ottimo Ekdal trova in Casarini e Dessena due mezz’ali ordinate e ficcanti. La gara è divertente, ben giocata dai ventidue in campo e altrettanto ben diretta da Calvarese, fischietto non esperto ma essenziale negli interventi. Al 29′ un’azione ben costruita sulla destra da Sau libera al centro dell’area Ribeiro: l’ex Cruzeiro però “sbuccia”, riuscendo però a toccare la sfera il tanto giusto per farla arrivare sui piedi di Cossu, il cui destro è però troppo centrale, con Viviano che respinge come può. Poco prima dell’intervallo, giunge il meritato pareggio per il Cagliari: schema su punizione battuta da Cossu, palla per Casarini che conclude al volo, trovando la decisiva deviazione di Roncaglia, che beffa Viviano. Vive proteste da parte dei viola, che lamentavano un fuorigioco di Sau: dopo aver prima annullato, Calvarese torna sui suoi passi su indicazione dei collaboratori, che testimoniano il tocco decisivo del difensore argentino.

Nella ripresa ci si aspetta la pressione viola, alla ricerca della vittoria stante la netta debacle della Lazio in quel di Catania. Al 50′ ancora un’ingenuità della difesa rossoblù, che consente a Jovetic di colpire in solitudine con il piatto sugli sviluppi di un corner battuto dalla destra, con Rossettini in evidente ritardo e con l’altro viola Tomovic libero di colpire. Pulga intuisce la delicatezza del momento e inserisce subito Pinilla per Ribeiro: l’ingresso del cileno si fa subito sentire, tanto da orchestrare al 54′ un bel contropiede che libera Sau sulla sinistra dell’area viola. L’ex Foggia però conclude debolmente con il mancino, trovando il salvataggio sulla linea di Tomovic. L’azione non si conclude qui, anzi: Pizarro recupera la palla servendo Romulo, il quale fa partire un lungo lancio per lo scatto di Jovetic. Astori scivola, lasciando solo il montenegrino sulla corsa: tutto facile per il numero 8 viola, che al centro serve il solissimo Toni, per il più facile dei tap-in. Il 3-1 chiude in sostanza la gara: la botta psicologica per i rossoblù è devastante, dopo aver legittimamente assaporato il 2-2. I restanti 35′ minuti mostrano il netto predominio territoriale degli uomini di Montella, assolutamente padroni del centrocampo.

Pizarro e Valero sguazzano negli spazi lasciati dagli esausti mediani cagliaritani, che nulla possono sul tiqui-taca dei padroni di casa. Cuadrado e Jovetic affondano nelle larghe maglie della difesa rossoblù, incapace di reggere la pressione esercitata dalla Fiorentina: i neoentrati Aquilani ed El Hamdaoui sfiorano il 4-1. Che giunge, puntuale, in chiusura di gara con Cuadrado, abile a sfruttare la topica della coppia Agazzi-Dessena (passaggio corto del portiere al mediano che scarica all’indietro sui piedi del colombiano) con un dolce pallonetto. Il triplice fischio di un buon Calvarese, senza recupero, mette fine ad un secondo tempo da incubo per i colori rossoblù: per Pulga e company l’imperativo è ripartire dai primi 50 minuti di oggi, con una squadra che ha giocato alla pari contro una squadra di livello superiore come la Fiorentina. Come testimoniato dalle parole dello stesso Montella al termine della gara: “Complimenti al Cagliari, per il gioco e per il coraggio mostrati: di sicuro la squadra che ci ha messo più in difficoltà fino a questo momento”. Il Cagliari, non la capolista Juventus. E non è poco.

[Franco Aresu – Fonte: www.tuttocagliari.net]

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