MILANO – Franco Baresi, una delle figure più iconiche del calcio italiano, si è spento il 31 luglio 2026 a 66 anni, dopo una lunga battaglia contro una malattia che ne aveva segnato gli ultimi mesi. La notizia, diffusa dal Milan, club di cui era Vice Presidente Onorario, ha immediatamente attraversato il mondo dello sport, lasciando un vuoto profondo tra tifosi, appassionati e addetti ai lavori.
La sua storia è intrecciata in modo indissolubile con quella del Milan. Per vent’anni Baresi ha indossato solo la maglia rossonera, diventando il simbolo di una squadra che, con lui in campo, ha scritto alcune delle pagine più luminose della propria epopea. Dal 1977 al 1997 ha guidato la difesa con un’eleganza che ha ridefinito il ruolo del libero moderno, unendo visione, lettura del gioco e una naturale autorevolezza che lo ha reso un riferimento assoluto.
Le sue cifre raccontano una carriera irripetibile: 719 presenze ufficiali, 33 gol, 15 stagioni da capitano e una maglia (la numero 6 )che il Milan ha ritirato per sempre, trasformandola in un simbolo di rispetto e gratitudine. Anche con la Nazionale Italiana Baresi ha lasciato un segno indelebile: 81 presenze, il titolo di Campione del Mondo nel 1982 e la finale di USA ’94, giocata con un ginocchio malconcio ma con la stessa determinazione che lo aveva sempre contraddistinto.
La sua eredità va oltre i trofei e le statistiche. Baresi rappresenta un modo di intendere il calcio fatto di fedeltà, disciplina e silenziosa grandezza. Un campione che non ha mai cercato i riflettori, ma che ha finito per illuminarli con la sua presenza.
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