Ibra-Milan, rottura. Ecco i perché di un possibile addio

Il fatto che Zlatan Ibrahimovic insista nel sostenere che si trova bene a Milano, e che abbia tutte le intenzioni di non lasciare il Milan, poco importa.

Perchè per la seconda volta nella sua carriera, potrebbe non essere lui a decidere il suo destino. Già Guardiola, dopo la poca lungimiranza nell’affare imbastito con l’Inter al momento del suo acquisto, aveva deciso di disfarsene a fine stagione, rispedendolo in Italia a condizioni di favore. Peraltro non prima di averlo sapientemente escluso dal rush Liga, preferendoli Bojan Krkic: scelta che si rivelò vincente.

Quest’anno al Milan, dopo la solita vagonata di gol in campionato, condita però da quell’insipidezza nelle gare che contano ormai classica del suo repertorio, le magie di Ibra si sono spente prima del solito anche in ambito nazionale, lasciando spazio a delle ingenuità che potrebbero costare carissime allo sprint scudetto rossonero. Il nervosismo palesato e poi smentito dai vertici della società milanista, è un indizio comunque da tenere in considerazione, soprattutto valutando l’aspetto non da poco che il Milan è ancora nelle condizioni di scegliere se investire o meno i soldi (tanti) necessari al riscatto di questo campione di 30 anni, che inizia a fare le bizze anche in campionato.

[Gianluigi Longari – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]

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