L’Italia cade 55-52 contro gli Stati Uniti nel secondo impegno della FIBA Women’s World Cup 2026, ma esce tra gli applausi di una Berlin Arena da 9.232 spettatori, gremita di tricolori e orgogliosa di una prestazione memorabile. Le Azzurre di Andrea Capobianco giocano alla pari con la squadra più forte del mondo, sfiorano l’impresa e conquistano comunque la certezza matematica dello spareggio del 9 settembre, grazie al successo della Cina sulla Cechia.
La serata è intensa fin dalle prime battute. L’Italia parte con il quintetto Verona‑Villa‑Zandalasini‑Keys‑Cubaj e resta a contatto nonostante le basse percentuali. Nel secondo quarto arriva la prima scossa: Olbis accende la rimonta, Zandalasini firma un parziale che riporta le Azzurre a -6 e all’intervallo il 24-30 racconta una squadra viva, aggressiva, capace di difendere con energia (stoppata di Andrè su Clark).
Il terzo periodo è il manifesto della serata. Madera e Pasa firmano il sorpasso sul 35-32, la Berlin Arena esplode e l’Italia gioca con una personalità da grande squadra. Gli USA rispondono con Bueckers e Boston, ma il 39-42 del 30’ certifica una gara apertissima.
Nel quarto periodo l’Italia mette la testa avanti sul 46-44 con Santucci e Pan. L’ultimo vantaggio è sul 50-49, prima dei canestri di Stewart e Gray. La tripla di Zandalasini per l’overtime si ferma sul ferro, chiudendo una partita che resta comunque indimenticabile.
Cecilia Zandalasini è la miglior marcatrice con 14 punti. Santucci ne aggiunge 9, Villa 6. L’Italia domina a rimbalzo (43-42), lotta su ogni pallone e mostra una maturità tecnica e mentale da squadra di vertice mondiale.
Il presidente FIP Giovanni Petrucci applaude: “Sono orgoglioso di queste ragazze. Arbitri così bravi che meritano la finale”. Capobianco sottolinea la crescita del gruppo: “Abbiamo giocato una partita clamorosa. Siamo incredibili anche noi”. Zandalasini chiede scusa per la tensione finale, ma ribadisce: “L’Italia sarà orgogliosa di noi”.
Domani la sfida alla Cina per il secondo posto del girone. L’8 settembre sarà giorno di riposo, poi la fase finale alla Berlin Arena. Le Azzurre ci arrivano con una certezza: questa Italia può giocarsela con chiunque.
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