Juventus: focus sul centrocampo

Parola al centrocampo. Parole da leader e parole di avviso, fino alle parole della realtà. Vidal, Marchisio e Pirlo: l’asse portante del centrocampo bianconero del duplice Scudetto “contiano” al centro dell’attenzione.

Ragioni di mercato? Sì e no. Non per il guerriero cileno, ad esempio, seppur sia di gran lunga il più corteggiato dell’intera rosa della Juventus. Che lui vuole ancora vincente: «Bisogna sempre porsi nuovi obiettivi: la Coppa Italia, la Champions, magari il terzo campionato di fila, anche se ripetersi in serie A sarà molto complicato: non è stato per niente facile conquistare il secondo Scudetto, nonostante un distacco notevole che non deve tradire la durezza della stagione, figurarsi ottenere il terzo di fila. Gli avversari vorranno la rivincita, ma noi ci crediamo: mai arrendersi, mai accontentarsi».

Non è un semplice slogan, quello del centrocampista cileno, a suo di gol trascinatore della Juve ed ora anche della sua Nazionale: lui è nelle parole che pronuncia, nei messaggi che trasmette. Sincero almeno quanto determinato,Vidal, se mai ne avesse bisogno, si è conquistato un altro pezzo di tifoseria bianconera con i cinguettii lasciati ieri sul suo profilo Twitter.

Si era diffusa la voce di una sua richiesta della “10″ nei giorni scorsi, gesto che aveva diviso il popolo della Juve tra favorevoli e nostalgici di chi per ultimo ha indossato quel simbolo.

«Juventini: io non ho mai chiesto la maglia numero 10. Ha un capo e si chiama Alessandro!». Un intervento a gamba tesa sulle chiacchiere, a cuore aperto su Del Piero, nella speranza di «poter fare la storia come lui e nel giro di pochi anni essere rispettato come io rispetto lui». Chi ha giocato con “Pinturicchio”, quindi, non se la sente di prendere ciò che è stato suo. Potrebbe farlo solo un nuovo talento, un fantasista come Jovetic, ad esempio.

Ha giocato in quel ruolo, una volta che Conte a fine stagione ha virato sul 3-4-1-1, Claudio Marchisio, punto fermissimo fino a qualche mese fa e probabilmente di nuovo anche tra qualche settimana, ma in questi giorni in balia di indiscrezioni, operazioni reali o presunte, corteggiamenti.

Al punto che lui stesso inizia a non capire dove sia la verità: «Le cose si fanno in due – ha dichiarato il “Principino” dal Brasile – Se per la Juve Marchisio è ancora un giocatore importante come lo è stato finora, bene; altrimenti, vorrà dire che mi guarderò intorno». Ed intorno sono in tanti a guardare lui: «È normale sentirsi orgogliosi nel leggere di certe offerte di Monaco e Manchester, anche se nessuno mi ha chiamato. Si parla tanto di mercato, del resto, perché alle persone piace fantasticare sulle rose del prossimo anno. Anch’io sono incuriosito, ad esempio dall’Inter che ha preso un ottimo allenatore e, non avendo le coppe, se verrà costruita nel modo giusto, darà seri problemi a tutti».

E la “sua” Juventus? «I grandi campioni sono sempre benvenuti, l’importante è che abbiano voglia di vincere e le giuste motivazioni», ha detto Marchisio, senza esprimersi su quale “top” preferirebbe in attacco. Si sa che il pensiero bianconero è rivolto a Jovetic, per il quale l ‘intoppo che ha frenato la trattativa potrebbe essere stata la marcia indietro della Juve sull’inserimento di Marrone nella trattativa. Trovare un erede di Pirlo, ormai 34enne, è difficile, il treno Verratti è passato: perché lasciare andare un ragazzo che in prospettiva potrebbe prendere il posto del regista?

I sogni, quasi sempre, si scontrano con la realtà.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]

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