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Juventus: gambe pesanti e esperimenti tattici nel Trofeo TIM

Prima era un susseguirsi di tornei, triangolari e coppette assortite, tra complicatissimi sistemi di assegnazione dei punti e rigori volanti. Dell’estate dell’italico pallone di una volta, è rimasto il Trofeo Tim: spettacolo a favore delle telecamere, tanto; appunti di calcio, pochi. E finisce pure che vince il Sassuolo, padrone di casa.

Il contesto è di festa, in quel di Reggio Emilia, orgogliosa di assistere al primo misurarsi contro squadre come Juve e Milan della squadra di Squinzi, prossimo al debutto assoluto in serie A. Galliani che si separa dalla cravatta gialla a cui è legatissimo perché, accortosi di avere lo stesso completo blu del collega Marotta, vuole assomigliargli ancora di più. Giocatori che si asciugano la fronte ogni momento, afflitti dal caldo, anche immediatamente dopo la doccia. Sorrisi rilassati per tutti e strette di mano, che manco tra due squadre di amatori all’incontro settimanale. Sul campo, gioco a spazzi (molto) ampi e gambe imballate.

«Abbiamo fatto vedere poco di quello che sappiamo e conosciamo: le gambe oggi erano pesanti, ma complimenti ai ragazzi per il ritiro che hanno fatto», il commento a caldo di Antonio Conte.

Che contro il Milan ha provato diversi esperimenti tattici: Ogbonna alla Bonucci, Vidal regista, Asamoah mezzala sinistra. Davanti, poi, la coppia Tevez-Llorente, tanto attesa quanto apatica. Per lo spagnolo, poi costretto ad uscire per una notevole ferita sul viso, un’occasione sprecata (pallore alto) su assist di un buon Isla; per l’argentino, il rigore trasformato nella lotteria che ha visto prevalere il Milan. Storari è riuscito a respingere solo il tiro dal dischetto di Robinho nei 45′ regolamentari, mentre Abbiati ha ipnotizzato Lichtsteiner e Padoin.

Sconfitta ai rigori nel primo incontro, vincente sempre dagli undici metri nel secondo: la Juve ha chiuso il torneo senza una rete. Serata buia per il reparto offensivo: a parte i già citati nuovo acquisiti, Vucinic si è fatto vedere con il rigore realizzato contro il Milan, Matri ha buttato alle stelle il suo contro gli emiliani, Quagliarella se l’è fatto respingere. Quagliarella schierato titolare manco contro i neroverdi: «Non posso far giocare 12 attaccanti», la riposta a riguardo di Conte. Che ha approfittato della serata tranquilla per dare soddisfazione al gruppo di giovani aggregati e rincalzi per fare numero: dentro tutti negli ultimi minuti e ruolo da protagonista per Rubinho, che con tre rigori respinti ha regalato un parziale sorriso ad una Juve pesante ed affannata.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]

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