Juventus-Udinese 2-0: si sveglia Tevez

Un gol per tempo, a tratti la stessa intensità delle cavalcate recenti, uomini di livello: la Juve ritorna a casa e continua a fare ciò che sa. Vincere. Contro l’Udinese, “Madama” segna subito, controlla, subisce poco e, a differenza del debutto di due settimane fa, chiude i conti. Decidono Tevez e Marchisio, ma ricevono applausi anche i nuovi Pereyra ed Evra.

Proprio Tevez sembrava morto ed invece è in campo, al fianco di Llorente; Barzagli e Morata parevano dispersi, invece sono al fianco di Allegri in panchina: il «castello» creato dai media sullo stato fisico dei bianconeri abbattuto. Debutto allo Stadium per il tecnico, debutto assoluto per Evra e dal primo minuto per Pereyra, membri di un centrocampo completato dal regista Marchisio, dal solito Lichsteiener e dal gioiello Pogba. Di ritorno nello stadio che per primo violò, Stramaccioni schiera uno speculare 3-5-2, affidandosi alla velocità di Muriel e l’esperienza di Di Natale.

Ma l’ex allenatore dell’Inter non ha a disposizione la potenza cinica di Carlitos Tevez. Giovedì si era toccato la gamba destra dopo un tiro, quando contava ha usato la stessa arma alla perfezione: vuoi vedere che era solo un bluff, il presunto infortunio dell’argentino? La certezza è il gol: assist di Lichsteiner a rimorchio, incursione dell’”Apache” e diagonale di prima nell’angolino alla destra di Karnezis. Dopo soli 8′, come contro il Chievo, Juve in vantaggio.

A differenza di Verona, però, l’avversario non si è demoralizzato. Contropiede cercava l’Udinese in origine, contropiede continua a provare dopo il gol. Può far male soprattutto Muriel, ma non trova assistenza. Succede puntualmente dall’altra parte del campo, dove ogni portatore di palla bianconero ha plurime soluzioni. La strategia è la stessa: Llorente fa il perno, Pereyra fa il Vidal, Lichsteiner ed Evra sono le spine laterali, Tevez la mente coordinatrice. È una Juve bella, padrona e decisa: mancano solo le conclusioni (alta, una di Pereyra al 30′; sbilenca, quella dello svizzero al 38′; piazzata ma debole, quella di Pogba al 40′, più forte ma centrale la successiva sempre del francese).

Via via più spenta e rinchiusa dalla mezz’ora in poi, l’Udinese rientra con Bruno Fernandes e senza Muriel (Stramaccioni spiegherà). Ma è sempre Juve in controllo ed in perenne ricerca del raddoppio. Il primo a provarci è il solito Pogba al 48′: punizione dal limite, con Karnezis in tuffo più per i fotografi che per esigenza. Ma nessuno lo assiste. “Madama” si adagia troppo sul vantaggio, non ha la stessa intensità del primo tempo. Ed i friulani ne approfittano. Piano piano, l’Udinese cresce, prende coraggio e prova a far male. E ci riesce, andando addirittura in rete al 66′: Bubnjic tocca sottoporta, ma è in (dubbio) fuorigioco. Alto, immediatamente dopo, un tentativo di Kone. Il pericolo sveglia la Juve, che si ributta avanti. Con profitto. Tevez trova la risposta del portiere, Marchisio no: esterno destro a fil di palo, raddoppio bianconero al 75′. Poco altro, se non gli ingressi di Coman e Morata che tira al primo pallone utile (promette bene). “Madama” è tornata a casa.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.eu]

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