Lazio-Hellas Verona 3-3: biancocelesti salvati allo scadere dal capitano

“Il destino è nelle nostre mani“. Suona come un’ode, l’espressione di Reja e del ds Tare prima del match. Un destino che rischia di essere beffardamente smanacciato, se non fosse per il cuore infinito di capitan Mauri. Il brianzolo recupera la partita nel recupero, ribadendo in rete un penalty respinto da Rafael per il 3-3 finale. Partita al cardiopalma, con la Lazio che trova il vantaggio con Keita, recuperato prima dell’intervallo da Marquinho. Nel secondo tempo nuovo vantaggio con Lulic, ma Iturbe prima e Romulo poi ribaltano gli equilibri. Partita che sembra chiusa, ma nel finale Mauri evita l’harakiri tenendo accese le speranze biancocelesti nella corsa all’Europa.

LE FORMAZIONI – Moduli speculari per le due squadre, 4-3-3, l’unica differenza è la presenza di un centravanti puro con Luca Toni da una parte, in contrapposizione al falso nueve Mauri. Nella Lazio Cana viene preferito al rientrante Dias per affiancare Biava, anche lui non al top della condizione. Mediana d’interdizione con Ledesma playmaker, Biglia e Lulic sulle mezzali, in avanti consueto tridente formato da Mauri, Candreva, Keita con Klose che si accomoda in panchina. Mandorlini preferisce Pillud a Cacciatore sulla destra, Sala vince il ballotaggio con Romulo in mezzo al campo. Iturbe affianca in attacco Toni e Marquinhos, senza essersi di fatto mai allenato in settimana.

PRIMO TEMPO – Il peso di una partita che vale l’Europa. La Lazio prova sin dalle prime battute ad imporre il suo gioco, domina nel possesso palla, Mauri si muove continuamente per aprire varchi per gli inserimenti dei compagni. L’Hellas si chiude a riccio e riparte in blocco, con ordine, cercando di sfruttare la velocità e l’estro dei due esterni. Primi lampi per i biancocelesti: Candreva scalda i guantoni di Rafael con un missile dei suoi, Biglia non calibra la mira con un piazzato da posizione defilata. Conclusioni dalla lunga distanza, l’area gialloblu è più intasata della tangenziale nell’ora di punta. Il Verona prova a ripartire in transizione e crea la prima vera palla gol: Biglia e Biava si scontrano ingenuamente all’altezza della lunetta dell’area di rigore, Halfredsson ne approfitta e invita Toni a rete, ma la conclusione dell’attaccante è quantomeno sbilenca, pericolo scampato quando il cronometro segna 12 minuti dall’inizio delle ostilità.

La Lazio prova a riprendere le redini della partita, ma paga gli errori nei disimpegni e uno scarso apporto dei terzini in fase offensiva, sprecando il possesso palla gentilmente concesso da un Verona eccezionalmente guardingo. Al 26′ ci prova Keita, con un guizzo improvviso, ma il suo destro viene bloccato da Rafael; ben più pericolosa la bordata di Marquinho che dal limite spaventa Berisha. Non si avverte alcun pericolo di scossa, ma la Lazio punisce nella prima azione di contropiede: è il 29′, Mauri guida la transizione allargando a sinistra per Candreva, Keita arriva a rimorchio con i tempi giusti e brucia Rafael esultando per la sua quinta marcatura in campionato. Il vantaggio biancoceleste dura solo 7 minuti, non appena cala il livello di attenzione Marquinho si inventa una rasoiata dal limite potente e precisa che si infila all’angolino. La difesa non è esente da colpe, l’ex romanista dal dente avvelenato ha calciato in totale confort. Al 39′ la Lazio trova la via del gol con un sinistro preciso da fuori di Biglia, ma Mazzoleni aveva fermato per un intervento irregolare di Lulic su Pillud. Un assedio finale dei ragazzi di Reja, confuso e frenetico, anticipa l’intervallo.

SECONDO TEMPO – Si riparte con gli stessi effettivi in campo ed il tema tattico non cambia. La Lazio prova a pungere sugli esterni, Keita dà sempre l’impressione di poter combinare qualcosa di concreto: al 48′ semina il panico a sinistra, cross delizioso spizzato di testa sul secondo palo da Mauri, ma Moras spazza nei pressi della linea di porta scongiurando l’intervento del rimorchio. La risposta dell’Hellas è affidata allo stacco imperioso di Moras, Berisha segue con lo sguardo la traiettoria che si spegne a pochi centimetri dal palo. Al minuto 60′ la Lazio è nuovamente in testa: a seguito di una dinamica un po’ fortunosa Lulic si ritrova a tu per tu con Rafael e lo fulmina con il piatto. Nuovo vantaggio, anche stavolta momentaneo: passano 9 minuti e Sala infila la sbandata retroguardia biancoceleste con un comodo filtrante, è impossibile riprendere in velocità Iturbe che batte Berisha con il sinistro. Reja corre ai ripari: fuori Biglia e dentro Klose, di nuovo in campo dopo oltre 3 settimane. Il panzer tedesco si piazza al centro dell’attacco, in un 4-2-3-1 con Candreva spostato a destra, Keita sul versante opposto e Mauri in posizione di rifinitore.  Ma è il Verona a rendersi pericoloso: prima Toni spreca un contropiede fulmineo calciando su Berisha, poi Albertazzi colpisce il palo esterno in totale solitudine in area di rigore.

Il gol dei ragazzi di Mandorlini è nell’aria e arriva puntuale all’82’, un quadretto indicativo della stagione negativa della difesa laziale: il cross rasoterra di Halfredsson è lento ed innocuo ma Radu lascia scorrere inspiegabilmente la palla, Lulic non se l’aspetta e chiude in ritardo la diagonale, per Romulo è un gioco da ragazzi correggere in rete l’invito dell’islandese. Lulic viene colpito da un momento di follia e stende il solito malcapitato Iturbe. E’ rosso diretto. Rosso come il semaforo europeo che sembra attendere la Lazio, una squadra che rischia di buttare al vento una stagione complicata con 90 minuti infarciti delle croniche disattenzioni difensive. Nel finale Toni spreca una ghiotta occasione in contropiede ma i giochi sembrano chiusi. Nel recupero però Albertazzi commette un’ingenuità clamorosa e stende Klose in area: rigore e secondo giallo per il terzino scuola Milan. Rafael indovina l’angolo del penalty di Mauri, che ribadisce a rete in seconda battuta. Ennesima partita folle, con un finale rocambolesco e imprevedibile. Un terno al lotto. L’Europa League è ancora possibile, anche se dopo le vittorie di Milan, Torino e Parma l’impresa si complica notevolmente.

[Davide Capogrossi – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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