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L’orgoglio di Brocchi: “Fieri del nostro campionato, ma si parla poco di noi”

Si parla poco dei nostri meriti e molto delle nostre sconfitte”. All’indomani della sonora sconfitta rimediata contro il Bologna, è Cristian Brocchi ad urlare le ragioni del gruppo biancoceleste. Lo fa rivendicando i meriti di una compagine che da settembre veleggia nei piani alti della classifica e che malgrado l’involuzione dell’ultimo mese spera ancora di recitare un ruolo da protagonista: “Fino a questo momento abbiamo comunque fatto una grandissima stagione – spiega il mediano di Reja ai microfoni di Skysport – Purtroppo però si parla poco di noi, si parla poco dei meriti della Lazio, ma solo delle sconfitte. Si parla di Roma, Napoli, Inter e Juventus, ma non della Lazio, di cui se ne parla solo in maniera differente, ma noi abbiamo comunque i grandissimi meriti di aver fatto fino ad oggi un grandissimo campionato, di questo siamo fieri. Anche noi vorremmo veder riconosciuti i nostri meriti. Eppure non viviamo in una città dove il nostro pubblico non è in minoranza”.

L’ex rossonero, poi, fa un passo indietro a quanto accaduto ieri al Dall’Ara e commenta i tre turni di stop rifilati dal giudice sportivo a Mauro Zàrate:Sono eccessive, tre turni non me li aspettavo e non c’è stata parità di giudizio rispetto alla decisione di Gimenez. Già che ci sia una giornata di differenza non va bene, anche se sono episodi distinti non si può diversificare così. Io, purtroppo, non ho visto bene cosa stesse accadendo perché ero distante e non ne capivo bene il motivo. Purtroppo c’era nervosismo da parte di molti e sono cose che non fanno bene a noi o a nessun altro, sarebbero da evitare”.

Dalle critiche tecnico-tattiche di Reja dopo il derby di Coppa Italia, all’esclusione iniziale in terra emiliana. Secondo Brocchi, l’exploit di ieri al termine della gara non deve essere addebitato al particolare momento che Maurito sta vivendo nella Capitale:Zarate lo conosco bene come ragazzo, dice sempre tutto sia nel bene che nel male, nonostante la giovane età, e non credo i gesti di ieri siano dovuti al suo momento. Ora lo perdiamo in un momento importante per noi, dispiace sia successo, per lui e per tutti noi”.

Dallo stop che sarà costretto ad osservare il numero 10 di Haedo all’analisi della debacle subita in campo: “Nel secondo tempo ieri siamo calati, ma penso la Lazio sia entrata in campo a Bologna con grande spirito e voglia di vincere e, anche sul 2-1 per loro, abbiamo creato una bella palla gol e si poteva chiudere il primo tempo sul 2-2. Nella ripresa non siamo entrati in campo con lo stesso spirito, ma il Bologna è stato bravo a chiudere gli spiragli, non permettendoci la giocata buona. Tante partite in Italia sono così, non è detto che chi attacca poi ottenga la vittoria”.

Un’ultima battuta sugli obiettivi da continuare a perseguire: “Dobbiamo stare il più in alto possibile per poi ottenere il posto che vogliamo nelle ultime 7-8 partite”.

[Daniele BaldiniFonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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