
Nel nuovo episodio di “Fenomeni”, Luca Toni intervista Ezequiel Lavezzi: Napoli, Maradona, l’addio al calcio, la depressione e la rinascita grazie alla famiglia
Torna Fenomeni, il format social di Prime Video Sport condotto da Luca Toni, che porta davanti alla telecamera i grandi protagonisti del calcio internazionale. Nel nuovo episodio, disponibile sul canale YouTube PrimeVideoSportIT, l’ospite è Ezequiel “Pocho” Lavezzi, attaccante simbolo del Napoli e della Nazionale argentina, che ripercorre la sua carriera con sincerità, emozione e aneddoti mai raccontati.
Lavezzi si aggiunge alla lunga lista di campioni già intervistati: Buffon, Vieri, Bonucci, Nesta, Sneijder, Crespo, Adriano, Di Natale, Totti, Shevchenko, Cannavaro.
Le dichiarazioni di Lavezzi
La scelta di Napoli
Il Pocho rivela che, agli inizi della carriera, avrebbe potuto approdare alla Juventus, con un trasferimento condiviso con l’Udinese. Ma il richiamo di Napoli e delle orme di Maradona è stato più forte. L’impatto con la città fu travolgente: «Il primo giorno sono andato a comprare delle scarpe, hanno dovuto chiudere il negozio e chiamare la polizia per farmi uscire». Un episodio che gli fece capire subito quanto Napoli fosse “una cosa diversa”.
L’addio agli azzurri e il no all’Inter
Lasciare Napoli è stato «molto difficile». Lavezzi racconta il legame profondo con la città e con i tifosi, che lo hanno accolto “come un figlio”. Per questo, quando arrivò il momento di partire, scelse di non andare all’Inter: «Non potevo deludere i tifosi del Napoli dopo tutto l’amore che mi hanno dato». La decisione lo portò al Paris Saint‑Germain, per rispetto verso la sua gente.
Essere allenato da Maradona
Il racconto si fa intimo quando parla del rapporto con Diego Armando Maradona: «Era un uomo speciale». Maradona entrava nelle camere dei giocatori la sera, parlava con tutti, ascoltava. In un momento difficile della vita di Lavezzi, gli disse: «Vai subito a casa, non perdere la tua famiglia». Il Pocho confessa anche di avere un tatuaggio dedicato a Diego, ma di averlo sempre nascosto perché “fatto un po’ male”.
L’addio al calcio e la depressione
La parte più intensa dell’intervista riguarda il periodo successivo al ritiro: «Quando ho smesso è arrivato un vuoto e non c’era nulla per riempirlo». Lavezzi racconta senza filtri la sua depressione, il ricovero in clinica, le cure e il percorso di recupero. La rinascita è arrivata grazie alla famiglia: «L’arrivo di mio figlio mi ha cambiato la vita, mi fa sentire vivo». Il mondo del calcio gli è stato vicino: Messi, Aguero, Paolo Cannavaro e tanti altri. Con Messi, dice, «ho un’amicizia speciale».