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Milan-Bologna 1-0: Balotelli non perdona

I rossoblù escono con l’amaro in bocca dopo aver disputato una gara generosa

MILANO – Dopo la bella vittoria di Torino, il Bologna si presenta a San Siro contro il Milan per provare a migliorare ulteriormente la propria classifica e allontanarsi ancora un po’ dalla zona retrocessione. Ballardini conferma in toto la formazione che cinque giorni fa ha sconfitto i granata, con Mantovani al posto di Cherubin in difesa e Lazaros a fungere da collante tra il centrocampo e la coppia d’attacco Cristaldo-Bianchi. Dalla parta opposta, Seedorf si affida all’ormai consueto 4-2-3-1 con Taarabt, Honda e Kakà alle spalle di Mario Balotelli.

Primo tempo decisamente equilibrato, con il Milan a fare la partita e il Bologna ad aspettare in maniera attenta e ordinata nella propria metà campo. Morleo e Garics si abbassano sulla linea dei difensori e Perez si pone come frangiflutti sulla linea mediana, mentre Bianchi si batte con il solito ardore ma non viene adeguatamente supportato da Cristaldo e Lazaros, che faticano a entrare nel vivo del gioco. Montolivo, il più pericoloso tra i padroni di casa, impegna Curci al 4’ e al 42’ con un paio di conclusioni dalla lunga distanza, entrambe respinte senza troppi affanni dal portiere romano. Nel mezzo, un insidioso colpo di testa di Rene Krhin su preciso cross di Morleo dalla trequarti, che Abbiati vola a deviare in corner. Buono l’impatto sul match del centrocampista sloveno, efficace in più di un’occasione in fase di pressing e molto ordinato nei passaggi. Nel finale l’arbitro Bergonzi è vittima di una violenta pallonata al labbro, suturata con due punti di sutura durante l’intervallo, che si protrae per oltre venti minuti.

Nella ripresa il Milan inizia a fare sempre più fatica a far circolare il pallone, merito di un Bologna che copre alla perfezione tutti gli spazi e ribatte colpo su colpo, non disdegnando di farsi vedere in avanti. Al 15’ Garics pesca perfettamente Cristaldo in area di rigore, ma la stoccata di controbalzo dell’attaccante argentino si perde di poco a lato. L’occasionissima capita però due minuti dopo sui piedi di Lazaros, che con un gran destro a giro dal limite dell’area chiama Abbiati al miracolo. Al 19’ è poi il turno di Bianchi, lanciato a rete da un lancio col contagiri di Perez, che prova a beffare il portiere rossonero con un pallonetto ma angola troppo la mira. La squadra però c’è, è viva, lotta e combatte su ogni pallone, e quando si distende in contropiede dà sempre l’impressione di poter far male agli avversari. I tre centrali sono impeccabili, soprattutto Mantovani, autore di una gara maiuscola prima su Balotelli e poi su Pazzini, e in generale non c’è il sentore di poter capitolare da un momento all’altro, anzi, nel complesso forse sarebbero proprio i rossoblù a meritare il gol del vantaggio.

Il calcio però è lo sport più imprevedibile, per non dire infame, che esista, ed ecco quindi che all’improvviso il signor Balotelli, quello che fino a una settimana fa piangeva, quello che per il suo allenatore non è ancora un campione, quello che fino a cinque minuti da termine era stato praticamente nullo, si ricorda di avere a sua disposizione un’arma di distruzione di massa: il talento. Perez (che in seguito si farà anche ammonire, ed essendo diffidato salterà il match con la Roma) sbaglia un semplice disimpegno e la sfera arriva al centravanti della Nazionale, che da circa 40 metri lascia partire un bolide che si insacca senza pietà all’incrocio dei pali. Curci si limita solamente a constatare di essere ancora tutto intero dopo il passaggio di un vero e proprio missile terra-aria. I suoi compagni sono a terra, distrutti: è stato tutto vano.

Terribile perdere così, dopo una prestazione generosa e orgogliosa, seguendo minuziosamente i dettami tattici del proprio tecnico e mettendo in campo il cuore, come espressamente richiesto dai tifosi. Zero punti e tanto amaro in bocca, è vero, ma alla fine sono applausi e cori per tutti, perché la maglia è stata onorata, perché i ragazzi hanno venduto cara la pelle. Partite come questa, a livello psicologico, possono essere una mazzata, ma la speranza è che il Bologna sia in grado di rialzarsi fin da subito, sorreggendosi su tutte quelle note positive che sono emerse nelle ultime due settimane, e che ci fanno guardare con un minimo di serenità in più al futuro.

[Simone Minghinelli – Fonte: www.zerocinquantuno.it]

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