Milan, il punto: dove migliorare?

Analizzando la stagione appena conclusa, è inevitabile constatare che nel Milan 2011/2012 qualcosa non ha funzionato: la squadra era stata costruita per vincere il campionato e per fare più strada possibile in Champions; non avendo raggiunto i risultati prefissati, bisogna cercare di individuare gli aspetti che hanno portato a ciò.

Gli aspetti che non hanno funzionato sono fondamentalmente quattro:

1) La difesa ha subito un peggioramento rispetto all’anno dello scudetto, nella quale era stata la migliore della serie A: L’anno scorso invece, complici una serie di fattori che andremo ad analizzare più avanti, il Milan ha incassato diverse reti in più.

2) Molti infortuni hanno privato di tanti campioni i rossoneri, che quindi non sono stati in grado di esprimere il proprio potenziale se non per poche partite nella scorsa stagione.

3) È mancato un ispiratore della manovra in mezzo al campo: la formula dei tre mediani ha mostrato l’inevitabile pecca di togliere fantasia e geometrie alla squadra, la quale, specie nelle partite contro squadre molto chiuse, è apparsa senza idee e priva di un giocatore che potesse impostare l’azione decisiva.

4) L’attacco, nonostante la stagione record di Ibrahimovic, non ha girato: ne è la riprova che il secondo miglior marcatore della squadra sia stato Antonio Nocerino, professione mediano, il quale ha segnato più gol dell’intero parco attaccanti, Ibra escluso, messo insieme.

Detto di quelli che, a nostro avviso, sono stati i principali fattori responsabili della stagione al di sotto delle aspettative disputata dai rossoneri, resta da capire se gli attuali innesti portati a Milanello dalla dirigenza possano colmare le lacune appena elencate, considerando il fatto che il mercato è sì ancora aperto, ma che per bocca di Galliani la rosa è quasi al completo. Condurremo i nostri ragionamenti mettendo in conto il possibile acquisto di un solo centrocampista in grado di giocare davanti alla difesa, considerando il resto della rosa come la definitiva per il 2012/2013.

DIFESA: MERCATO ANCORA DA VALUTARE In difesa, settore nel quale il Milan ha avuto un evidente calo di rendimento rispetto alla stagione dello scudetto, i rossoneri hanno perso un colosso come Alessandro Nesta e lo hanno sostituito con Francesco Acerbi, 23enne promettente difensore centrale dal Chievo Verona. Da un lato l’assenza di Nesta di sicuro si farà sentire per i rossoneri, in quanto il centrale romano portava con sè un bagaglio di esperienza importante, ma se andiamo ad analizzare i motivi per cui la difesa è andata in calando scopriamo un dato interessante. Dato infatti per scontato l’assunto per cui non è tanto la difesa, quanto la fase difensiva svolta da tutta la squadra a fare la differenza, ci accorgiamo che il principale giocatore che ha subito un vistoso calo di rendimento rispetto alla stagione scudettata è stato Mark Van Bommel: l’olandese infatti arrivò dal Bayern di Monaco a Dicembre e si rivelò un innesto fondamentale per l’idea di gioco di Allegri. Inseritosi subito negli schemi infatti, di colpo la difesa rossonera diventò impenetrabile, trovando un importante schermo di protezione situato davanti ad essa. Abbiamo quindi ragione di credere che per valutare nel proprio complesso la difesa rossonera dobbiamo attendere l’acquisto del centrocampista che manca alla rosa del Milan: dietro Thiago Silva ha ormai la maturità necessaria per guidare la difesa da vero leader, e la coppia Mexes-Acerbi potrà fornire uno sparring partner all’altezza per il brasiliano. Resta da capire la filosofia che deciderà di percorrere il Milan: se acquisterà un centrocampista capace di impostare l’azione, Allegri dovrà rivedere i propri schemi difensivi, se invece deciderà di proseguire sulla via della continuità acquistando un alter-ego di Van Bommel, il Milan potrà interpretare la fase difensiva allo stesso modo dell’anno scorso.

In questo settore un discorso a parte merita la questione del terzino sinistro: problema ormai annoso in casa Milan, incapace di trovare un interprete di primo piano del ruolo. Anche l’anno scorso infatti abbiamo visto un susseguirsi di soluzioni che non hanno mai dato l’idea di essere una più efficace dell’altra, il che si è tradotto in un’alternanza nel ruolo che ha tolto stabilità e affiatamento all’intero assetto difensivo. In questo senso si può leggere il ritorno alla base di Didac Vilà dopo l’ottima esperienza all’Espanyol: può darsi che il Milan speri di trovare in lui un giocatore in grado di affermarsi a grandi livelli. E sempre in questo senso bisogna capire che risultati darà il rodaggio di Emanuelson in quel ruolo. Resta il fatto che per l’immediato il ruolo è ancora da decifrare: se ci avanzasse qualche soldo, è il settore dove un colpo aggiuntivo lo piazzeremmo.

CENTROCAMPO: VALUTAZIONE POSITIVA La linea mediana è il settore nel quale i rossoneri hanno dovuto fare di più i conti con il rinnovamento forzato: Gattuso e Seedorf hanno lasciato dopo tanti anni la causa rossonera, provocando un senso di dispiacere in tutti i tifosi nostalgici. Andando ad analizzare la scorsa stagione però, dobbiamo notare che i due giocatori non hanno fornito un apporto determinante in quanto a minutaggio sul campo: sicuramente il Milan accuserà il colpo dal punto di vista dell’esperienza e della capacità di gestire momenti di pressione della squadra, ma sul campo questo non si tradurrà in uno svantaggio, avendo i due senatori giocato molto poco nella scorsa stagione. Di contro però sono arrivati Bakaye Traorè [giocatore tutto da scoprire, il quale arriva però è sgravato da qualsiasi responsabilità e può quindi tradursi solo in una sorpresa positiva], Riccardo Montolivo, reduce da un ottimo europeo, e Kevin Constant a causa dell’infortunio occorso a Muntari: riteniamo che con gli ultimi due nomi il Milan abbia già mosso passi in avanti nella risoluzione del problema dato dalla mancanza di un costruttore di gioco. Entrambi i giocatori infatti hanno piedi educati e se Constant parte quasi snobbato dalla maggioranza [ma noi, su di lui, un occhio lo terremmo, anche uno e mezzo], Montolivo ha dimostrato sul campo all’Europeo che può stare benissimo in una grande squadra, ed essere anche protagonista. A ciò si deve aggiungere l’incognita del centrocampista centrale ancora da acquistare e la speranza che Boateng trovi una stagione in cui riesca a giocare con continuità: siamo infatti convinti che Prince possa diventare il giocatore fondamentale in chiave tattica di questo Milan.

ATTACCO: VALUTAZIONE POSITIVA Sebbene il reparto non abbia subito modificazioni rispetto all’anno scorso, escludendo la partenza di Inzaghi per cui però vale lo stesso discorso di Seedorf e Gattuso, la speranza è che il rendimento generale si alzi, in quanto si conta di recuperare Cassano e Pato, due giocatori che causa infortuni l’anno scorso non si sono praticamente visti. L’esplosione di El Sharaawy poi completerebbe il quadro e meriterebbe di essere assecondata facendo trovare più posto al giovane italo-egiziano. In questo senso vedremmo bene una cessione di Robinho, sostituito da un giocatore in grado di fare la prima punta, in modo da ridurre a due le seconde punte in organico e avere un’alternativa a Ibrahimovic, qualora dovesse lo svedese accusare dei problemi.

In conclusione, al contrario di quanto serpeggi tra i tifosi, riteniamo che il Milan fino ad ora si sia mosso bene: la squadra in generale sicuramente perderà in esperienza [caratteristica questa che potrà ripercuotersi sopratutto sul cammino in Champions League] ma l’età media si è abbassata, contribuendo quindi a formare una rosa più fresca e dinamica; la speranza è quindi quella di vedere una squadra più dinamica in campo e meno martoriata dagli infortuni. Se a tutto ciò aggiungiamo gli affari conclusi a livello di giovani promesse [Mastour, Prosenik provinato in prima squadra, De Sciglio in rampa di lancio, Gabriel e Pazzagli per il futuro della porta] non si può che essere soddisfatti del lavoro di Galliani, contando anche il fatto che l’AD ha dovuto forzatamente impostare un mercato quasi a costo zero, per via di esigenze di bilancio. Un mercato intelligente, al quale manca la vera ciliegina sulla torta: il centrocampista centrale che verosimilmente arriverà ad Agosto inoltrato.

[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]

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