MODENA – Lo sport come spazio di partecipazione, crescita e cambiamento culturale. È questo il filo conduttore dell’iniziativa “Sport e protagonismo femminile – Costruire il domani”, che il 13 e 14 marzo ha riunito al Laboratorio Aperto di Modena atlete, dirigenti, istituzioni e realtà associative provenienti da tutta Italia. L’appuntamento, promosso dal Centro Sportivo Italiano nell’ambito del progetto “Gimme Five” – realizzato con Accri OdV e Us Acli e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – ha offerto due giorni di confronto sul ruolo delle donne nello sport e sulla necessità di rafforzare politiche capaci di garantire pari opportunità.
La prima giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco Massimo Mezzetti, del Coordinatore delle Attività Sportive della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi e dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, che hanno ribadito l’urgenza di un cambiamento culturale profondo. Al centro del pomeriggio il panel “Protagoniste del cambiamento”, moderato dal direttore della Gazzetta di Modena Davide Berti, che ha portato sul palco testimonianze di leadership femminile.
Tra gli interventi più significativi quello della campionessa paralimpica Ambra Sabatini, che ha raccontato il proprio percorso sportivo come strumento di resilienza e inclusione. Accanto a lei, contributi di Elisa Bergonzini (Modena Volley), Raphaela Lukudo, Clara Simonini (Lega Serie A) e Orietta Ruccolo (CISL Emilia-Romagna), che hanno evidenziato la necessità di valorizzare competenze e merito nei ruoli decisionali. A completare il quadro l’analisi di Roberto Lamborghini (SG Plus), che ha illustrato dati e criticità sulla partecipazione femminile nello sport italiano.
La seconda parte della giornata ha coinvolto i partecipanti nei tavoli tematici “Roadmap per il protagonismo”, dedicati a individuare barriere e strategie per una piena partecipazione delle donne nello sport. I gruppi hanno lavorato su inclusione, governance, narrazione mediatica, accessibilità degli impianti e ruolo educativo delle comunità sportive.
Sabato mattina, grazie alla mediazione del Centro Documentazione Donna, è stata presentata la sintesi dei lavori: una road map condivisa che individua quattro direttrici strategiche – formazione, leadership, cultura sportiva e inclusione – come pilastri per un cambiamento duraturo. Tra le proposte: percorsi formativi per allenatori e dirigenti, valorizzazione di allenatrici e arbitre, attività miste nelle fasce giovanili, riduzione delle barriere economiche e architettoniche, rafforzamento delle reti territoriali e una narrazione mediatica più rispettosa e rappresentativa.
La due giorni si è conclusa con la tavola rotonda “Dal Time Out al Tie-Break: Protagonista ora!”, moderata da Michele Marchetti, con gli interventi di Emanuela Carta, Sabina Tondo e Silvia Sangalli, che hanno discusso il ruolo delle donne all’interno del CSI e le prospettive future dell’organizzazione. A chiudere i lavori il Presidente nazionale CSI Vittorio Bosio, che ha sottolineato i progressi compiuti e la necessità di continuare a investire sulla parità di genere.
L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo nel percorso con cui il CSI intende rafforzare il ruolo educativo e sociale dello sport di base, promuovendo contesti sempre più inclusivi e capaci di valorizzare il contributo di tutte e tutti.
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