TORINO – Il mondo dell’atletica piange Livio Berruti, leggenda dello sport italiano, scomparso domenica 9 agosto 2026 all’età di 87 anni in una clinica di Torino dopo un periodo di malattia. Nato nel capoluogo piemontese il 19 maggio 1939, Berruti è entrato nella storia per un’impresa che ha segnato un’epoca: la medaglia d’oro nei 200 metri piani ai Giochi Olimpici di Roma 1960, un trionfo che spezzò il dominio nordamericano nella velocità e lo consacrò icona mondiale.
Il 3 settembre 1960 rresta una data scolpita nella memoria dello sport. A soli 21 anni, Berruti eguagliò per due volte il record mondiale dei 200 metri, correndo in 20”5 sia in semifinale che in finale.
Fu il primo europeo di sempre a vincere il titolo olimpico nella specialità, diventando simbolo di eleganza e potenza grazie al suo stile inconfondibile: occhiali da sole scuri e scarpette bianche, un’immagine destinata a diventare iconica.
Oltre al trionfo olimpico, Berruti è stato primatista mondiale dei 200 metri dal 1960 al 1963. Il suo palmarès comprende:
-quattro medaglie ai Giochi del Mediterraneo
-sei podi alle Universiadi
-numerosi titoli nazionali che lo hanno reso uno dei velocisti più completi della sua generazione
Nel 2006, durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, fu scelto tra gli otto atleti italiani chiamati a sfilare con la bandiera olimpica: un riconoscimento alla sua grandezza sportiva e al suo valore simbolico.
Per onorare la sua memoria, la Nazionale italiana di atletica leggera scenderà in pista agli Europei di Birmingham con un segno di lutto sulla maglia. Un gesto che testimonia l’impatto profondo che Berruti ha avuto sulle generazioni di atleti e sull’intero movimento sportivo nazionale.
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