Pato si infortuna solo a San Siro. Napoli e Juventus in fuga, anzi…Mezzo Milan-Inter, questo è il confronto

Gli infortuni muscolari di Pato? Solo a San Siro. E’ una costante. Nel 2010, la gamba del brasiliano si è irrigidita durante lo scatto nelle seguenti partite: Milan-Atalanta nel mese di Febbraio, Milan-Napoli nel mese di Marzo, Milan-Auxerre nel mese di Settembre e Milan-Palermo nel mese di Novembre. Anche nel 2011, stesso stadio e più o meno stessi infortuni: Milan-Sampdoria nel mese di Aprile e Milan-Udinese, l’altra sera, nel mese di Settembre. Che sia il campo? Che ci sia una correlazione fra l’aspetto psicologico e quello fisico? Si potrebbe azzardare che Pato, davanti ai suoi tifosi, senta di più la responsabilità durante uno scatto importante e che pertanto finisca per sollecitare un’ottava in più il suo fisico arrivando ad infortunarsi sul piano muscolare.

Le nostre basi scientifiche sono evidentemente scarse, l’ipotesi però è giornalistica e andrebbe indagata. C’è un aspetto psicologico, caratteriale, negli infortuni di Pato? A pensarci bene, in trasferta Pato quando scatta riesce a volare e a segnare senza avvertire distrazioni o lesioni muscolari. E’ accaduto a Roma nel Gennaio 2009, con Pato in gol dopo aver corso per tutta la metà campo giallorossa, a Napoli, nell’Ottobre 2009, a Verona nel Febbraio 2011, pochi giorni fa a Barcellona. In questi casi, lontano da San Siro, forse più sciolto nella testa, Pato scatta e va, senza bloccarsi, senza irrigidirsi. Chissà.

Ormai il calcio mediatico, il calcio televisivo non si accontenta più di uno scudetto. Ha bisogno di tanti scudetti. Ogni settimana, per non annoiarsi, deve assegnarne uno. Anzi due, gli scudetti in comproprietà, come avviene con i giocatori sul mercato. Dopo la seconda giornata di Campionato, Napoli e Juventus esibivano lo scudetto in compartecipazione. Almeno il Napoli aveva battuto una grande, il Milan, mentre la Juventus…In fondo i bianconeri hanno battuto in casa il Parma segnando un gol in più rispetto ai tre realizzati dalla Fiorentina contro gli stessi emiliani e ha vinto di misura a Siena. Che siano due risultati da scudetto, è una storia ancora tutta da scrivere. E in quanto al Napoli, al San Paolo ha vinto e meritato. Ma l’inizio della gara, con il Milan incerottato e privo di Ibrahimovic, Boateng e Robinho (se il Napoli venisse a San Siro senza Hamsik, Cavani e Lavezzi, come andrebbe a finire???) ma sciolto nella circolazione e perfetto nelle distanze fra i reparti, ha dimostrato una padronanza del campo, un essere squadra che il pur fortissimo Napoli non ha nel dna. E lo sa perfettamente anche Mazzarri. Non lo dice e fa bene a non dirlo, per tenere carichi e sulla corda i suoi giocatori sui punti forti, sulle caratteristiche migliori, della rosa. Ma il divario fra Milan e Napoli esiste, e non è a favore dei partenopei, nonostante la quantità industriale di infortuni e un calendario durissimo rendano i rossoneri perdenti in questo momento specifico di inizio stagione.

Ad ogni puntata del confronto a distanza, la stessa domanda. Ad Appiano, come sotto gli uffici di Moratti: l’Inter non va bene, ma anche gli altri…Ma gli altri chi e gli altri cosa?! Si pensa davvero che i valori della rosa del Milan e dell’Inter di questa stagione, sia ben chiaro dopo la partenza di Eto’o e non prima, siano gli stessi? Il Milan è dimezzato, ha una squadra in meno, è flagellato dagli infortuni, ma non ha problemi né di identità di gioco, né di autostima. Sa come stare in campo, è una squadra collaudata, ha appena vinto due trofei superando in duello proprio l’Inter, sia in Campionato che a Pechino. All’Inter di Novara, invece, mancavano sostanzialmente solo tre giocatori, Motta, Stankovic e Maicon. Non undici. Del Milito ritrovato che, alla luce del trofeo Tim, doveva sostituire Eto’o non c’è traccia; Zarate è stato sostituito con perdite a Palermo, idem Forlan a Novara; gli altri arrivi del mercato interista, da Jonathan ad Alvarez a Castaignos sono giovani, abbastanza impauriti e sostanzialmente poco incisivi. Il mercato del Milan sta invece fornendo altre risposte, Aquilani ed El Shaarawy hanno già segnato, Mexes e Taiwo stanno recuperando da infortuni, Nocerino dà una mano.

Sono scenari troppo lontani per essere provocatoriamente accomunati nelle domande ai dirigenti nerazzurri. Tutto in questo momento è a favore del Milan nel confronto con l’Inter: un punto in più in Campionato, uno in più in Champions League, una Supercoppa di Lega in più. Confronto per il momento non ad altissimo livello, ma se si vuol tirare per i capelli il Milan dentro il paragone, è corretto farlo per tutti i segmenti della stagione. Compresi gli avversari: l’Inter ha giocato contro i turchi, contro il Palermo privo di Pastore e sconfitto a Bergamo, contro la Roma ancora da decifrare di Luis Enrique e contro un Novara rispettabilissimo ma in ogni caso neo-promosso. Il Milan ha affrontato il Barcellona che rifila 8 gol all’Osasuna tre giorni dopo la Champions League, la Lazio di Cissè e Klose, il Napoli e l’Udinese a punteggio pieno prima di San Siro che gode ancora dei benefici della preparazione fatta per preparare i playoff europei. Insomma, i problemi ci sono su un fronte e sull’altro. Ma, tra calendario e infortuni, quelli del Milan sono congiunturali; quelli dell’Inter, fra cambi di allenatore e mercato preoccupante, sono strutturali.

[Mauro Suma – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]

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