Pep Guardiola, l’ossessione che diventa bellezza: il ritratto definitivo di Massimiliano Vitelli

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Dalla Masia al Manchester City, tra idee, ossessioni, fragilità e ricerca della perfezione. Prefazione di Julio Velasco, postfazione di Marco Giampaolo

Pep Guardiola non è solo un allenatore vincente: è un pensatore del calcio. È questo il punto di partenza del nuovo libro di Massimiliano Vitelli, Pep Guardiola. Vincere non basta, pubblicato nella collana Grande Sport (224 pagine, €18). Un’opera che scava nella mente e nel percorso dell’uomo che ha trasformato il gioco in un linguaggio universale fatto di spazi, tempi e relazioni.

Il volume ripercorre la vita di Guardiola come un viaggio: dall’infanzia a Santpedor, con l’identità catalana come bussola, alla formazione nella Masia, dove scopre che il pallone può essere un’idea prima ancora che un gesto tecnico. Poi il Barça di Johan Cruijff, laboratorio in cui nasce il centrocampista che vede il gioco prima degli altri e l’allenatore che cambierà il destino delle squadre che guiderà.

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Vitelli racconta il Pep che costruisce un gruppo capace di vincere e dominare in Catalogna, il Pep che al Bayern Monaco trasforma la Bundesliga in un’officina tattica, e il Pep che in Inghilterra deve adattarsi, soffrire e reinventarsi prima di imporre la sua visione al cuore del football con il Manchester City. Non solo trofei: anche notti insonni, dubbi, studio maniacale, fragilità e contraddizioni.

Arricchito dalla prefazione di Julio Velasco, dalla postfazione di Marco Giampaolo e dai contributi di Fabio Capello, Giovanni Malagò, Walter Mazzarri, Nicola Rizzoli e Luca Toni, il libro offre un ritratto completo e umano di un allenatore che insegue la bellezza anche quando il mondo chiede solo di vincere.

Un’opera che racconta il genio ossessivo che ha riscritto le regole del calcio contemporaneo.