Il problema non è Gasperini ma il ritorno della “vecchia” Inter. Fantamercato Juve

Alla fine l’Inter ha scelto: forse non in base al gradimento ma alla necessità. Non vuole essere un’offesa a Gian Piero Gasperini, che trova una big dopo tanta gavetta, ma vuole essere semplicemente una precisazione alle strategie della famiglia Moratti. L’addio di Leonardo è stato un fulmine improvviso, dopo un’intera giornata di sole passata al mare. Non farà male, perché tatticamente con Gasperini l’Inter ci può solo guadagnare, ma il modo in cui è stata gestita la telenovela nerazzurra di sicuro lascia perplessi gli stessi tifosi interisti. Gasperini è uno di campo, che di calcio ne capisce e che ha reso grande il Genoa di Preziosi.

Resta, di fatto, la quarta scelta della società. Il primo contatto è avvenuto con Bielsa, il secondo con Capello, il terzo con Villas Boas. Se per il primo l’accordo non è stato possibile per motivi familiari, risposta ufficiale e diplomatica, per il secondo c’è stato il veto della F.A.. Capello avrebbe lasciato volentieri l’Inghilterra, un treno quello interista sul quale salire subito. Per l’attuale allenatore del Chelsea, invece, è mancato l’accordo economico, di fronte all’offerta più congrua e vantaggiosa dei blues che ha raggiunto gli 8 milioni di euro per l’ex figlioccio di Mourinho. Moratti aveva pensato a Mihajlovic, il quale paga il non rapporto con Marco Branca. Di qui la scelta di Gasperini. L’Inter sembra tornata la società confusa e dubbiosa del pre-Mourinho. Josè aveva nascosto la polvere sotto il tappeto. La sua grande capacità non è stata quella di creare una squadra di campioni per il modo di giocare, ma il suo vero capolavoro è stato quello di isolare il gruppo dalla società e di motivare i calciatori a tal punto da farli rendere oltre ogni loro capacità. A Madrid sta facendo lo stesso. Allenatore-dirigente: via anche Valdano che era solo di intralcio. A Gasperini vanno gli auguri di buon lavoro, anche se la base di partenza è tutta a favore del Milan, che può ripartire con la consapevolezza che per il secondo anno consecutivo la vittoria dello scudetto dipenderà unicamente dai rossoneri.

Nella settimana delle comproprietà, imbarazzante ma umana la busta del Bologna per Viviano, abbiamo assistito all’ennesimo prestito di Exor alla Juventus, come se il Fair Play Finanziario non fosse mai stato preso in considerazione. Il problema bianconero non è economico ma di fantasia sul mercato. 120 milioni di euro, 85 di questi da utilizzare per rinforzare la rosa, sembrerebbero tanti ma sono oggettivamente pochi se si deve ricostruire dalle macerie degli ultimi 3-4 anni. 37 milioni sono stati spesi per dei riscatti di cui, almeno la metà, poteva essere evitata. E’ l’ultimo jolly per Marotta e Paratici che con Aquilani e con il Liverpool hanno gestito male la trattativa, sin dal primo giorno. Come investire 85 milioni di euro? Ma 85 milioni di euro valgono solo per i cartellini oppure anche per gli ingaggi? Sarebbe interessante sentire una risposta di Beppe Marotta. Tutta l’operazione Aguero verrebbe a costare alla Juventus almeno 50 milioni, calcoli di un Direttore esperto quale Pietro Lo Monaco del Catania. La Juve ha fatto un’offerta ma risulta troppo bassa: all’Udinese per Inler. Sarebbe un affare per Marotta: a centrocampo, con Pirlo, avrebbe bisogno di uno come lo svizzero che completi l’ex milanista. Un difensore ed un attaccante sono d’obbligo per Antonio Conte, il quale per puntare al terzo posto avrebbe bisogno di due prime scelte e non di scommesse, come potrebbe essere il ritorno di Andrea Masiello.

E’ molto attivo il Napoli che vuole migliorare la squadra dello scorso anno; non sarà facile. Due-tre elementi per provare a confermarsi: il che vuol dire evitare brutte figure in Champions League e puntare tra il terzo ed il quinto posto in campionato. L’operazione Dzemaili è stata intelligente e vantaggiosa. Adesso la scelta dell’attaccante può condizionare l’intera annata. Partendo dal presupposto che Cavani non ripeterà l’anno da poco concluso, in fase offensiva serve gente di qualità. Trezeguet rappresenta l’usato sicuro, Bianchi la scommessa, Stracqualursi del Tigre o Funes Mori del River Plate le possibili novità europee con una forte plusvalenza entro tre anni. De Laurentiis dovrà, però, rendersi conto da solo che i contratti con il vincolo dei diritti di immagine penalizzano un club che ha avuto, finora, la bravura di scalare una montagna, consapevole che se sbagli ad appoggiare il piede sulla vetta, torni immediatamente giù.

Il calcio italiano riabbraccia un Dirigente che ha fatto la storia di Udine e di Napoli: Pierpaolo Marino torna nel giro che conta, dopo aver prestato la sua lunghissima esperienza di campo al mondo dell’informazione, da TuttoMercatoweb a Mediaset, fino a Sportitalia. L’intelligenza del Presidente Percassi si giudica anche da questi particolari. Vai sul mercato e peschi il meglio che ti propone ogni settore. Marino si avvarrà della collaborazione di un Direttore Sportivo giovane ed intraprendente quale Lele Zamagna che al primo tentativo ha riportato l’Atalanta in serie A. Il progetto che sta nascendo a Bergamo è ambizioso, i tifosi della Dea devono essere consapevoli che si va lontani solo facendo un passo alla volta. Obiettivo salvezza tranquilla. Marino sarà presentato questo pomeriggio alle 14 a Zingonia, diretta Sportitalia 24 e Live su TuttoMercatoWeb. Quando le gabbie si aprono, i leoni che non mangiano da un anno e mezzo rischiano di fare una carneficina. Percassi come Pozzo: ha capito in pieno le regole del gioco.

[Michele Criscitiello – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]

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