Torino: per gennaio cercasi un centrocampista di qualità

Il calciomercato riaprirà ufficialmente i battenti venerdì 3 gennaio, quindi fra quarantotto giorni, per chiudere venerdì 31 gennaio alle ore 23 e in questo lasso di tempo il Torino, come tutte le altre squadre, dovrà concludere affari che permettano alla squadra di disputare un girone di ritrono, che inizierà il 18 gennaio, all’insegna di quella continuità che porta ad ottenere un numero congruo di vittorie. Chiaramente il significato di congruo non indica il numero esatto di vittorie che la squadra di Ventura dovrà ottenere, ma, come riporta il dizionario Treccani, questo aggettivo sta a significare conveniente, proporzionato, rispondente a determinate esigenze, opportuno. Se l’obiettivo del Torino è quello di arrivare a fine campionato in una posizione di centro classifica allora dovrà vincere la maggior parte se non tutte le partite con le squadre che oggi hanno meno punti di lui (Chievo, Catania, Sampdoria, Sassuolo e Bologna) e più o meno il cinquanta per cento di quelle che hanno i suoi stessi punti (Livorno) o poco di più (Cagliari, Udinese, Parma, Atalanta, Genoa e Verona). Lasciando fuori dal computo Lazio e Milan che hanno, sulla carta, ambizioni e potenzialità ben maggiori e includendo invece Genoa e Verona che finora hanno disputato un campionato di buon livello che le ha portate poco sotto le prime. Finora i granata di queste dodici squadre ne hanno affrontate sette vincendo con Sassuolo e Bologna, pareggiando con Verona, Sampdoria e Livorno e perdendo con Atalanta e Cagliari. A prescindere da torti arbitrali e infortuni, il bottino poteva essere più consistente: in palio c’erano ventuno punti e ne sono stati raccolti nove.

I ventun gol subiti, hanno fatto peggio solo Sampdoria (22), Bologna (24) e Sassuolo (28), e i diciotto realizzati, hanno fatto meglio Inter (29), Roma e Juventus (26),  Napoli e Fiorentina (24) e Verona (22), in dodici partite dal Torino farebbero pensare che il punto debole della squadra è la difesa. Certo qualche cosa nel reparto arretrato va rivista, però da sempre il centro nevralgico del gioco è il centrocampo. Senza nulla togliere a Basha, Bellomo, Brighi, El Kaddouri, Farnerud, Gazzi, Vives e aggiungiamoci anche Cerci, che quest’anno Ventura ha reinventato nel ruolo di attaccante atipico, e i terzini D’Amborsio, Darmian, Masiello e Pasquale, che spesso vengono utilizzati più avanzati come esterni di centrocampo, sono i centrocampisti che fanno la differenza sia in fase difensiva sia in fase offensiva. Se il numero di gol realizzati è congruo, ma quello delle reti subite è troppo elevato ne deriva inevitabilmente che la squadra spesso non è equilibrata e subisce più di quanto offende. Di conseguenza alla riapertura del calciomercato a gennaio prima di tutto è a centrocampo che bisogna intervenire in modo da raggiungere l’equilibrio.

Mantenere una pressione reale sull’avversario serve a tenere lontano dalla propria area i pericoli e per riuscirci bisogna essere bravi a non farsi strappare dai piedi il pallone e saper effettuare i movimenti giusti sia con la palla sia senza in modo da verticalizzare aprendo le difese avversarie. Se, invece, la manovra è lenta e prevedibile si finisce per favorire gli avversari che hanno tutto il tempo per schierarsi in difesa e per raddoppiare la marcatura sul possessore di palla e riuscire a sottrargliela. Anche se mancano quarantotto giorni alla riapertura del calciomercato gli addetti ai lavori sono già all’opera e di nomi di potenziali rinforzi a centrocampo per il Torino ne circolano già da Lodi del Genoa a Wolski della Fiorentina o passando agli esterni Djordjevic del Nantes, che però ha quasi raggiunto l’accordo con la Lazio per giugno, Corchia del Sochaux, adocchiato da squadre come il Bayern Monaco e quindi ormai quasi fuori dalla portata del Torino, o Widmer dell’Udinese, tanto per citare i nomi dei potenziali candidati più ricorrenti.

Una cosa però è certa: a gennaio servono giocatori che coniughino doti tecniche con visione del gioco e che sappiano tradurre con rapidità l’intuizione della giocata con la giocata stessa, che conoscano il campionato italiano e che non siano reduci da infortuni in modo da essere disponibili subito. Prima ancora di tutto ciò i giocatori devono essere di assoluto gradimento di Ventura perché, se poi servono mesi prima che abbiano acquisito le necessaire conoscenze per essere mandati in campo dall’allenatore, non ha senso prenderli, a prescindere dal loro reale valore, poiché sarebbe come buttare i soldi dalla finestra e soprattutto il Torino non verrebbe rinforzato.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]

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