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Torino, il punto: dal Sassuolo al derby …

Solo a pensarci sale l’adrenalina, il momento cruciale è arrivato: s’inizia con il Sassuolo, si prosegue in crescendo con il Club Brugge per culminare con la Juventus e continuare poi con Palermo, Copenhagen, Empoli e Genoa prima della sosta natalizia, ma le prime tre partite sono quelle che faranno la differenza per il Torino, nel bene o nel male. Con il Sassuolo è già scontro diretto perché i neroverdi hanno gli stessi punti, dodici, e sono una squadra alla portata, quindi con loro il Torino deve dimostrare che è capace di essere migliore dei diretti avversari, inizierebbe così la squadra granata a togliersi dalle spalle il peso che non era stata un’illusione o una presunzione estiva quella che fosse possibile ripetere quanto fatto nella passata stagione. Con il Club Brugge fare punti avrebbe un significato simile, ma dal prestigio internazionale, di conseguenza con una valenza per certi aspetti maggiore, perché direbbe che il Torino non è una meteora in Europa. Con la Juventus il discorso è differente, ma si tratta di derby, un clou unico di per sé e se si aggiunge che i bianconeri sono la squadra in Italia da battere, che una vittoria granata manca dal 9 aprile 1995, un pareggio dal 26 febbraio 2008 e che l’ultimo gol è stato segnato da Benoît Cauet il 24 febbraio 2002 è detto proprio, ma proprio, tutto.

Il Torino fa fatica a segnare e la costruzione del gioco offensivo è deficitaria e questi sono problemi di non poco conto, però allenatore e dirigenti, ma anche giocatori continuano a ripetere che ci vuole pazienza e che per far crescere i giovani e inserire al meglio gli stranieri ci vuole tempo. Vero, ma con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi se non si vedono dei miglioramenti è inevitabile che si deduca che gli interpreti non sono quelli adatti. Potenzialmente buona parte dei nuovi giocatori arrivati in estate ha la possibilità di portare il Torino a raggiungere gli obiettivi, ma finora l’andamento è stato altalenante e nell’ultimo periodo sembra persino che ci sia stata un’involuzione sia sul piano del gioco sia caratteriale che ha portato a faticare per mantenere il vantaggio con il Parma, a non andare oltre il pareggio con l’Atalanta e alle sconfitte con Hjk Helsinki e Roma. Solo una vittoria e convincente per atteggiamento e gioco prodotto e finalizzato con il Sassuolo domenica all’ora di pranzo permetterebbe d’iniziare le manovre per invertire la rotta.

Una settimana per svoltare: o la va e il Torino s’incanala su binari che possono portarlo a puntare alla parte sinistra della classifica in Italia e a passare il turno in Europa League o la spacca e la squadra di Ventura si deve accontentare di un campionato di sofferenza con l’obbligo di non finire negli ultimi tre posti e di scordarsi l’Europa. Il Torino ha in mano il suo destino, decida che strada vuole intraprendere.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]

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