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Ventura: “Mi piacerebbe che i tifosi ci prendessero nuovamente per mano”

Giampiero Ventura ha incontrato i media alla vigilia della partita contro il Siena, che si può considerare uno scontro diretto per la salvezza, anche se è ancora presto per definire le posizioni, soprattutto quando c’è ancora di mezzo il mercato di gennaio che potrebbe modificare in parte le forze attuali. Il mister oltretutto deve fronteggiare le tante assenze, cinque squalificati, Santana e Ogbonna ancora ai box, più la partenza di Sgrigna e Agostini. “La formazione di domani? Per nove undicesimi siamo quasi obbligati, però cerchiamo di capire come si disporranno loro. Il mercato vale per tutti: anche loro hanno dei giocatori coinvolti in trattative e non so ancora se giocheranno o meno. Per esempio la presenza o meno di D’Agostino potrebbe modificare i loro equilibri tattici”.

Si parla anche di Bakic: “E’ un ’93 che in questi mesi ha imparato un po’ di italiano e quello che stiamo facendo. E’ un giocatore con un futuro, è convocato e se ci sarà necessità giocherà, però non partirà titolare. Se non lo ritenessimo in grado di dare un contributo non lo porteremmo. E’ un centrocampista puro e può giocare sia in una mediana a tre che in una a due”.

Chi giocherà è Caceres, per la prima volta in campo con la maglia granata: “E’ un esterno con capacità di costruire e difendere. All’inizio ha sofferto un po’ perchè non aveva una condizione eccellente. Però ha lavorato molto e in silenzio, e questo l’ho apprezzato molto. E’ alla sua prima partita in Italia e non credo vada eccessivamente responsabilizzato”.

Un pensiero per chi è partito senza mai vedere il campo: “Agostini è arrivato che era fermo da un bel po’ di tempo e ha necessitato di tempo per trovare la condizione. Però quando ha recuperato si è trovato chiuso da altri calciatori. Lui è stato un giocatore importante del Cagliari nelle ultime stagioni e, forse, fosse arrivato in un altro frangente avrebbe trovato più spazio”. Un pensiero anche per Sgrigna: “Sono contento delle sue parole. Lui sognava di fare la serie A e ce l’ha fatta. Ha dato tantissimo ed è andato via tra baci e abbracci. Si è sempre comportato da professionista: gli ho detto che ero contento del fatto che abbia trovato il contratto in una piazza importante e vicino a casa sua”.

Che sfida sarà quella con i toscani bianconeri? “Sarà difficile. Siamo sempre al solito discorso: al di là dell’emergenza io sono dell’idea che se si fanno bene le cose non c’è nessuna formazione da temere, ma se al contrario non si entra in campo con il giusto approccio allora ogni squadra ti può fare male. Il Siena viene vista con 11 punti, ma in realtà ne ha fatti 17 ed è in piena corsa per la salvezza”.

C’è anche il caso Gillet a tenere banco: “Le sue uniche preoccupazioni sono il Siena e la nascita del figlio prevista per la prossima settimana. Sinceramente se ci dovessero essere delle responsabilità nelle indagini di Bari mi stupirei e non poco: anche perchè se avessi avuto anche solo dei sospetti non avrei mai fatto il suo nome per portarlo a Torino”.

Infine c’è spazio per parlare del pubblico granata, mai importante come in questo frangente: “Noi abbiamo iniziato il nostro cammino 18 mesi in Coppa Italia: allora c’era un’atmosfera negativa. Il pubblico però ha risposto con 15.000 persone allo stadio a metà agosto. Oggi questa squadra tra mille difficoltà ha fatto 21 punti sul campo: questo gruppo ha sempre dato il massimo. Vorrei che domani i 15.000 di Lumezzane si ricordassero di quando ci hanno preso per mano e portato in serie A quando poi c’è stata la festa con oltre 100.000 persone. Ecco, mi piacerebbe che domani ci prendessero nuovamente per mano. In questo momento di emergenza e a fronte di una partita così importante sarebbe fondamentale”.

[Marina Beccuti – Fonte: www.torinogranata.it]

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