Benitez, ore calde e 70 milioni pronti. Pazzi per Pazzo… Vargas: l’Inter c’è. Ekdal, Krhin e un clamoroso Pato

Martedì scorso eravamo andati direttamente su Rafa Benitez, annunciando il fidanzamento con la Juve. Si sono sposati? No, ancora no. Quasi. Le smentite del manager fanno parte del gioco, Rafa è ancora in lizza per qualche traguardo importante. Arriva o non arriva Benitez alla Juve? Ceeerto che arriva, direbbe Ezio Greggio. Sta arrivando, diciamo noi. Manca la firma, la missione a Liverpool dell’uomo Juve. Ma non ci sono intoppi sul contratto (ingaggio superiore ai quattro milioni di euro), né la proprietà (vecchia o nuova) spinge per trattenere Rafa. Quando un mito vuole andare, trattenerlo sarebbe folle. E nessuno lo tratterrà. E perché allora dovrebbe saltare? Non c’è un perché, bisogna aspettare la firma e rifinire il discorso legato alla liquidazione. Se saltasse davvero, la Juve non avrebbe un’alternativa, dovrebbe studiarla. Significa che ha puntato tutto su Rafa, accollandosi i rischi di un eventuale naufragio della trattativa. Mi chiedono in numeri: 80 per cento ancora? Un passetto in avanti, ormai le percentuali non contano, siamo al “dentro o fuori” oggi più “dentro che fuori”. Oggi. Siamo seri, non vendiamo notizie prima che vadano a dama: cerchiamo solo di accompagnarvi in tempo reale.

La Juve di Benitez, se Benitez sarà, avrà un budget di 65-70 milioni da spendere. Su questo non ci sono dubbi. Se fossero 30 o 35, Benitez neanche si sposterebbe da Liverpool, neanche prenoterebbe l’aereo. Un grande attaccante innanzitutto: Dzeko e Torres in quest’ordine di possibilità. Benitez vorrebbe Torres ma poi che fa il Liverpool, smobilita vendendo anche Gerrard? Dai, non stiamo mica parlando di un club di terza fascia. Dzeko ma anche Pazzini. Oggi sono tutti pazzi per Pazzo. Valutato dai 25 ai 28 milioni. Al punto che potrebbe scatenarsi un’incredibile asta europea. Ma se la Samp fa il salto in Champions, blinda i campioni (Palombo compreso) e scatta il “piano bis” di Garrone: investimenti.
A proposito della volata Champions: entusiasmante. Il Palermo in corsa, assolutamente in corsa. E se avessi due ore libere prenderei un volo per il “Barbera”: domenica 9 maggio, Palermo-Sampdoria, scintille e adrenalina senza soluzione di continuità, Che bello il calcio quando è questo: passione e tecnica pura. Due grandi allenatori (Del Neri e Delio Rossi) che non si nascondono, non piangono, giocano e fanno giocare. Io vorrei sempre questo calcio: parlare di pallone che rotola, di schemi e di tattica, di Pazzini e Miccoli che sgommano, di Cassano e Pastore che inventano. Invece ci regalano la tessera del tifoso, Tosel con un peso e dieci misure, i pianti del Palazzo, Lippi che spara sentenze, veleni e prevenzioni. Ci hanno rovinato il giocattolo.
Segnatevi questi due nomi: Khrin ed Ekdal, centrocampisti dal futuro assicurato. Su Khrin ci sono Napoli e Palermo, da sempre. L’Inter spingerà per una contropartita tecnica, per un’opzione su qualche gioiello di De Laurentiis e Zamparini (inutile fare i nomi, li conoscete), ma questi due giovani centrocampisti animeranno le prossime settimane. A proposito del Napoli: Mazzarri continua a dire che “la squadra costruisce tante occasioni, che è sfortunata”. No, caro Mazzarri: il tuo lavoro è stato importante, ma se il Napoli non ha lottato fino in fondo per la Champions è stato dovuto alla paura di volare, di chiedere qualcosa sul mercato di gennaio. Ricordo che qualche mese fa, parlando con diversi opinionisti su Radio Radio, mi ero permesso di segnalare che il Napoli aveva bisogno come il pane di un attaccante. Era dicembre. Ivan Zazzaroni obiettò: “Ma il Napoli ha Quagliarella…”. Io stavo parlando di un attaccante che accendesse anche Quagliarella: non si è capito il problema. Ora il Napoli deve risolvere il problema senza sbagliare: Maxi Lopex è riconoscente al Catania; Matri e Bianchi sono due idee; serve un’intuizione vincente entro un paio di settimane. Basterebbe investire i 17-18 milioni spesi per Cigarini e Hoffer: un pezzo da novanta e passa la paura. Inler resta in cima alle preferenze per un centrocampo di sostanza: Inler non esclude Khrin. Ma ripeto: l’attaccante è troppo importante.
Il mercato dell’Inter partirà seriamente la prossima settimana. A proposito: stasera si gioca la partita dell’anno. A Barcellona, nell’atmosfera più bella che ci sia, Jo Jo Mou cerca l’impresa dell’anno: fare fuori i migliori al mondo e guadagnarsi la finale di Champions. Sarebbe fantastico. Prevedo una grande Inter, con la mentalità giusta, si tratta di capire se il Barcellona sarà grandissimo come spesso ha dimostrato: il nocciolo è lì. Una grande Inter contro un grande Barcellona? Passa l’Inter. Una grande Inter contro un Barcellona spaziale? Rischi dietro l’angolo. Poi Moratti si dedicherà al mercato: ha mosso passi importanti per Manuel Vargas (tanti soldi e forse Viviano, non Balotelli, nella trattativa); continua a marcare Hernanes, Filipe Luis (Deportivo La Coruna), Aguero e Fernandes. Quest’ultimo potrebbe anche essere preso e girato al Porto, in parcheggio: l’Inter crede moltissimo nelle qualità del ragazzo, c’è il piccolo particolare che il Gremio continua a chiedere una barca di soldi. E Mourinho resta di sicuro? Di sicuro c’è poco o nulla, aspettiamo. Non dico che andrà via al cento per cento, dico solo che è una situazione di monitorare. E anche se Mou ha parlato di ritiro e di amichevoli pre-campionato ha poca importanza, mica è un indizio illuminante. Chi passa incrocia il Bayern pane e (tre volte) Olic, baciato da Ovrebo ma che ha dimostrato di essere di cemento armato. Se uno pensa a Ovrebo e al regalo contro la Fiorentina, rischia di trascorrere qualche notte insonne. E’ la vita. Tornando a Hernanes, attenzione Juve: Benitez lo voleva fortemente al Liverpool (offerti 18 milioni) prima di orientarsi con decisione su Pezzini.
Chi continua a brancolare nel buio è il Milan. Galliani è preoccupato per il presente che potrebbe far scivolare la squadra al quarto posto (non accadrà). Invece dovrebbe essere preoccupato per il futuro:non c’è traccia di un’alternativa a Pirlo e Ambrosini, neanche una traccia. Un argomento che andava affrontato seriamente dopo la finale di Atene del 2007: zero, purtroppo per il Milan. Pensare di passare da Yepes e (forse) Aogo immaginando di aver risolto è una cosa talmente banale che non merita un commento. E poi c’è Pato, occhio. Pato in questo periodo è poco sereno, anche per vicende personali che non mi permetto di giudicare o approfondire. E’ poco sereno al punto che potrebbe anche esserci un clamoroso Pato, in lista di sbarco. Temo che dinanzi a una proposta da 50 milioni di euro qualcuno possa barcollare. Se fossi un dirigente del Milan, non mi porrei neanche minimamente il problema: la normalità, infatti, vuole che alla fine Pato resterà. Ma è una partita aperta. Certo è che se dovesse cedere l’unico vero pezzo da novanta in prospettiva, significherebbe che il Milan ha deciso di sbaraccare. Chiedo scusa a Galliani, ma non sono le sue parole che fanno la differenza quando dice che “Pato resterà qui”. Lo diceva di Kakà e Ancelotti, per esempio. Non si possono sempre raccontare storie non confermate dai fatti, sperando e pensando che gli altri debbano poi accettare l’esatto contrario senza battere ciglio. Non lo trovo giusto.
Il Parma ha chiuso per Armero del Palmeiras, sta valutando ancora Somoza (non esaltante nell’ultimo mese e mezzo), giura che avrà ancora Guidolin in panchina e si è già attivato per confermare Crespo, Bojinov e Jimenez, in attesa di sbrogliare la matassa Paloschi. Arriverà un difensore di livello, piace molto Manfredini dell’Atalanta. E piace anche Paletta del Boca, ma c’è una bella concorrenza. Giro di portieri in corso: il Genoa piomba su Sorrentino con un anno di ritardo, Marchetti all’asta, Frey in probabile lista di sbarco come Handanovic. Occhio a D’Agostino: piace al Palermo e alle tedesche (Wolfsburg, Amburgo e Stoccarda). Proprio lo Stoccarda ha riscattato Molinaro per 3,9 milioni: la Juve fino all’ultimo ha cercato di riguadagnare terreno. Invano. ci sono 250 mila euro di differenza tra Cacau e lo Stoccarda per il rinnovo: se partisse, pronto il sostituto (Ibisevic dell’Hoffenheim, 18 gol in 17 gare prima di un grave infortunio).

In B ci sarà la rivoluzione delle panchine, presto un aggiornamento. Un solo pensiero per questa volta, vorrei dedicarlo a Guido Carboni che ha parlato del Frosinone come di una bella scommessa. Domanda: ma forse non è stato più il Frosinone a scommettere su Carboni dopo il disastro di Rimini?