Campa-Lavezzi che il Napoli cresce…

Avrei voluto essere SINTETICO come il terreno cesenate ma c’è tanto da raccontare dopo la corsara vittoria.

Diamo un po’ di numeri: 7 ammoniti e un espulso per una gara che è stata piacevole e tirata fino all’ultimo. Il Napoli era dal lontano 1994 che non conquistava la vittoria al debutto di campionato. E nella storia della serie A, quella del Manuzzi è stata la prima gara giocata su un terreno in erba sintetica di ultima generazione, cosa che ha destato non pochi timori ai protagonisti in campo che trattavano i particolari tacchetti  come fossero quadri del Louvre.

LA PARTITA:  Allegri si conserva Pato per l’esordio in Champions, e così, Mister Mazzarri tiene a riposo Marek  almeno fino a quando ne potrà fare a meno. Il Cesena lasciato Giaccherini ai sogni juventini, ripresenta un altro eroe della scorsa stagione Parolo, e all’attacco l’ex viola Mutu che nei confronti con le sue pari dovrebbe fare la differenza. In mezzo al campo i buoni piedi di Martinez (messo da parte dalla Juve) che entra però solo nella ripresa.

Non vengono scanditi i 3’ che il Napoli passa, e lo fa con una azione che, chissà se fa parte degli schemi di Walter. Ossia, fallo laterale dalla destra lunghissimo di Campagnaro (che gara la sua) dritto sui piedi del Pocho che si ritrova in area e con freddezza e un tiro secco infila il portiere (0 a 1). Gran boato dall’altra parte, e la curva azzurra strapiena come lo scorso anno. Il Cesena non subisce il colpo, reagisce ma non fa male. Chi invece manca per mera sfortuna il gol della domenica è Maggio che al volo dalla lunetta sfiora il palo. Tutto fa pensare al raddoppio, e invece il Cesena che al 24’ fa esplodere il pubblico di casa, il gol del pareggio è di Guana che in ottimo anticipo su Cannavaro in estirada mette dentro (1 a 1). Al 37’ ecco quello che una grande squadra non deve fare. Lavezzi si mangia un gol fatto solo davanti alla porta andando a colpire poco concentrato e col piede sbagliato, non si chiude così un triangolo perfetto. Ramaglia ringrazia.

2° TEMPO: Al 10’ la svolta della partita. Benalouane tocca ingenuamente con la mano una palla da contropiede e subisce la 2° ammonizione. Cesena in dieci e occasione unica per gli azzurri che stavano soffrendo l’entusiasmo dei padroni di casa. Hamsik al 15’ subentra a Santana (ammonito) e 5’ dopo ecco l’esordio dell’ex neroazzurro Pandev. Cannavaro si propone 2 volte davanti alla porta avversaria, ma chi riporta in vantaggio il Napoli è un altro difensore Campagnaro, a coronamento di una gara splendida. Per lui il gol è un ottimo corroborante per dimenticare una infausta estate dopo il drammatico incidente stradale che lo ha visto protagonista in Argentina. Il suo gol è, potremmo dire alla Inzaghi, anticipa tutta la difesa bianconera ed in scivolata sull’altro palo mette dentro (1 a 2).

Per Cavani invece sembra non essere serata, spesso anticipato e mai sereno sotto porta, ma è solo al 70%. Chi invece il “vizietto” di bucare la rete non lo ha perso e proprio Marek che al 41’ dal limite dell’area infila l’1 a 3. Ma prima al 39’ c’è Pandev che ahi ahi imita il Pocho, mettendo sulla traversa a porta vuota un altro gol strozzato in gola, peccato avrebbe come i 2 laziali (Cissè e Klose)ieri sera bagnato con una rete il suo debutto da nuovo attaccante in maglia azzurra. Se dovesse accadere in Champions credo il rammarico non svanirebbe subito. Forza Goran, lo avevamo già scritto giorni fa, ci sembra il meno freddo dei calciatori dell’est venuti in Italia negli ultimi 10 anni, gran bravo ragazzo, ma mite ed  introverso. Il Napoli quasi replica la vittoria dello scorso anno, è mancato solo Cavani ma la rabbia è sempre la stessa.

Buona la prima insomma, ora arriva il Milan che deve già inseguire, ma prima c’è qualcuno che mercoledi sera vorrà fare agli azzuri un tiro… MANCINI! L’avventura è cominciata bene, se il terreno a Cesena era sintetico, il Napoli stasera ci è parso…ruspante!

[Peppe Giannotti – Fonte: www.tuttonapoli.net]