Catania: l’entusiamo la miglior ricetta

Tifosi e calciatori, le due facce della medaglia che decide – più spesso di quanto non venga ammesso – le sorti di partite e campionati. A seconda della faccia, è possibile tutto o nulla. Due facce diverse? Due risultati possibili. Stessa faccia? É certezza, o vittoria o sconfitta. Quale faccia vince? Quale faccia perde? Come ogni medaglia, ha il suo trucco, che naturalmente tanti conoscono ma pochi sanno usare. Il trucco è magia. La magia – nel calcio – si chiama entusiasmo. Vale per i tifosi come per i calciatori. Anzi, è l’unico legame in grado di giungere due anime diversissime in un sol corpo: una squadra vincente. Capace di far dimenticare, almeno per 90’, che se il tifoso resterà sugli spalti sempre – a spender pane e sentimenti – il giocatore prima o poi andrà via per guadagnare più pane e più gloria. Entusiasmo. Pare poco? É tutto. E c’è di più: è contagioso. Si trasmette sugli e dagli spalti al campo, ma pure viceversa. Ed una volta acceso, è ceppo che va continuamente sostentato. Come? Il Catania sta sforzandosi in ogni modo: tanto con i propri calciatori che con i propri tifosi. Già diverse le iniziative e le accortezze strategiche individuabili sin dall’inizio della nuova stagione/corso dirigenziale. L’entusiasmo dei tifosi – che è cosa ben diversa dall’attaccamento alla maglia – è stato infiammato dai titoloni dei giornali all’arrivo di Rosina e Calaiò.

Dall’accoglienza in stile ‘Carramba che Sopresa!” riservata a Rinaudo. Dai prezzi davvero modici praticati sugli abbonamenti. E soprattutto dall’iniziativa ‘Porta un amico’. Tutto casuale? Materia troppo delicata perché un club l’affidi al fato. Tutto funzionale. A cosa? Il numero di tessere stagionali sottoscritte al Massimino è già quasi raddoppiato nella sola fase di prelazione, andata oltre ogni storico record registrato in passato. Se ciò paresse poco, o prevedibile, l’accoglienza tributata alla squadra in occasione della prima uscita stagionale, a Torre del Grifo, è fatto di tutto rilievo considerato l’ addio di tenore ben diverso contro l’Atalanta. Sembra magia, è solo entusiasmo. E, come detto, vale anche per i giocatori. I 5.00o tifosi (o qualcuno in meno) sulle tribune per la sfida al Mascalucia sarebbero stati forse 50 (?) se il ritiro si fosse svolto in Trentino o giù di lì. Le sfide a basso coefficiente di difficoltà non sono casuali come non lo è il tono volutamente trionfalistico scelto per commentare il 3-0 sull’Al Ain, primo vero avversario affrontato. Entusiasmo, a Catania siamo abituati a chiamarlo ‘Effetto Massimino’. Più forte della sfortuna e degli infortuni. É la faccia vincente della medaglia. La faccia che il club vuol vedere indosso sia ai propri tifosi che ai propri calciatori. Aspetto finalmente centrale nella strategia di preparazione al nuovo campionato.  Il motivo? A #ripArtire serve molto più entusiasmo di quello che impedirà di fermarsi nuovamente.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]

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