Che senso ha riprendere se non si toglie la quarantena?

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Serie A

ROMA – Lunedì 8 giugno si terrà il Consiglio Federale della F.I.G.C. che deciderà definitivamente le sorti del calcio italiano. Tra i nodi, oltre alle scadenze dei contratti e dei prestiti fino al 30 giugno (che con un pò di buon senso pensiamo si possa risolvere con una proroga che permetta ai calciatori di concludere la stagione con l’attuale propria maglia di appartenenza), c’è quello più importante, il nodo quarantena di 14 giorni e ritiro forzato per tutta la squadra in questione in caso di un tampone positivo al corona virus.

Se il CTS (Consiglio Trattamento Sanitario) sino ad ora è stato chiarissimo e non ha fatto una piega neanche sulla riduzione a 7 giorni (che comunque forse non sarebbero lo stesso sufficienti per salvare la chiusura del campionato), figurarsi il completo annullamento con isolamento solamente per il calciatore risultato positivo ( che verrebbe considerato dunque come un nornale infortunato ) come modello che ha permesso la ripartenza della Bundesliga tedesca.

Quindi ci chiediamo, se la regola dovesse rimanere la stessa, che senso avrebbe riprendere il campionato senza avere certezze ma soprattutto mettendo a rischio la salute e l’incoluminatà dei calciatori che sono semplici esseri umani facendoli stare a stretto contatto?

A cura di Giuseppe Annunziata

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