Classifica impazzita. Porte aperte al sogno ma equilibrio nei giudizi

Bando a chi parla di campionato di basso livello, di scarsi contenuti tecnici. Questo assunto non è un sinonimo dell’alta competitività di questo torneo, questa sì la vera novità a cui forse nessuno di noi era più abituato. Classifica impazzita, vediamo il perché.

Dall’avvento del campionato a tre punti mai si è verificata una situazione del genere in classifica: dopo la 30^ giornata le prime sei squadre sono racchiuse in sei punti, si va dai 62 della capolista Milan ai 56 della sorprendente Udinese. Se scegliamo come termine di paragone gli ultimi tre campionati, emerge come, ad otto giornate dal termine, i distacchi siano assolutamente maggiori: 15 punti nel 2009-10 (Inter 63, Roma 59, Milan 59, Palermo 48), 17 punti nel 2008-2009 (Inter 72, Juventus 63, Milan 58, Genoa 55) ed ancora 15 nel 2007-2008 (Inter 68, Roma 64, Juventus 58, Fiorentina 53).

Le tre candidate al titolo, con il Napoli rientrato giocoforza nella contesa, vivono momenti differenti. Il Milan, forte della sua tenuta di squadra, sembra aver perso qualche certezza dopo l’eliminazione europea che ha lasciato in eredità tensione e nervosismo, pesa oltremodo la carenza di gioco e l’impossibilità di affidarsi costantemente alla giocata del singolo, oltre ad un evidente calo fisico. Quelle certezze invece che, sempre grazie all’episodio europeo, ha riacquistato l’Inter finora controfigura della squadra ammirata nella gloriosa stagione appena decorsa; Leonardo ha ridato entusiasmo alla squadra, un gruppo vincente e solido mentalmente, abituato alle partite che contano e con un Samuel Eto’o in grado di fare la differenza. Il Napoli non è un’incomoda, vive nelle zone altissime della classifica da inizio stagione; numeri impressionanti che vanno dalle otto vittorie esterne alla miglior difesa casalinga del torneo fino alle 22 reti del suo diamante Edinson Cavani ed alla prolificità dell’intero tridente, il migliore per reti realizzati ed età media.

Giocherà un ruolo determinante nella corsa al titolo il fattore psicologico. Se Milan ed Inter attraversano fasi opposte e contrastanti, il Napoli vola sulle onde dell’entusiasmo ma più delle milanesi non è afflitta dall’obbligo del successo. Non poca roba, quel che viene è tutto di guadagnato ma certamente lo scudetto non è l’obiettivo declarato dalla società ad inizio anno. Il fascino della spensieratezza, ma non troppo. Non troppo perché poi a Napoli si sa, gli entusiasmi crescono vertiginosamente alla velocità con cui si spengono.

E allora bravo Mazzarri, bravo Mazzarri a non nominarla quella parola. A non cadere nel tranello per cui, se non dovesse arrivare il titolo, il Napoli avrebbe mancato un obiettivo, magari addirittura fallito il colpo grosso, vedendosi ridimensionata una stagione oltremodo strepitosa. Tutto quanto asserito apre le porte al sogno, ma il vate si chiama Walter Mazzarri. Non ha paura di nulla, tranquilli, ma che fatica restare giudiziosi in questo frastuono.

[Massimiliano Bruno – Fonte: www.tuttonapoli.net]

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