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Con la Samp il Bari sconta il fardello di essere la Cenerentola

Archiviata l’ennesima sconfitta di un girone di andata che tutti attendono con ansia che volga al termine, riecco gli addetti ai lavori affaccendati a fare la conta dei danni e la anatomia di un periodaccio senza fine.

Un trend negativo ormai, causato senza dubbio dall’incredibile successione di infortuni che ha falcidiato la formazione di Ventura, che ha spedito il Bari in fondo alla classifica innescando di fatto il più classico dei “circoli viziosi”, quelli che poi ti fanno girare tutto storto e creano il pregiudizio della “maglia nera” o della “Cenerentola” del campionato.

Osserviamo l’atteggiamento del sig. Pierpaoli, direttore della gara Sampdoria- Bari. Concedere un calcio di rigore più che sospetto, concedere alla squadra di casa l’uomo in più su situazione tutt’altro che netta, è il pegno che tutte le “maglie nere”, tutte le “Cenerentole” debbono pagare: messa così in salita, la gara con i doriani si è fatta irrecuperabile, sicché già prima della doppia prodezza dell’ex Guberti l’attenzione dei supporters baresi andava ai risultati concomitanti di Lecce, Cesena e Bologna.

Se gli stessi episodi di cui si è reso protagonista il sig. Pierpaoli fossero avvenuti ai danni non di grandissimi club, ma – giusto per fare due nomi eccellenti – di Napoli e Palermo, il web serebbe stato inondato delle dichiarazioni dei vari Mazzarri, De Laurentis o Zamparini, esperti nell’arte dell’esigere che i diritti dei rispettivi sodalizi non siano lesi dalla classe arbitrale. L’effetto in Lega non porta ovviamente ad effetti istituzionali (difficile pensare che, quand’anche si sottoponga alla Lega un esposto anche circostanziato e dettagliatissimo, si possa “aprire un fascicolo” sul match o sul direttore di gara) ma mediatici sì: inutile negare l’evidenza, la pressione sul match immediatamente successivo e su chi lo dirige si fa sentire, si forma un’opinione pubblica, insomma si crea “attenzione” intorno ad una squadra.

Contrada Torrebella non si è mai distinta per essere pirotecnica nei suoi rapporti con la Lega e con l’AIA; difficile pensare che il presidente Matarrese adisca qualunque via all’indomani della gara di Marassi. Tuttavia, in quello striscione “DifendiamolA” è racchiusa anche la necessità che – in attesa del ritorno dei grandi assenti e di tempi migliori – il patrimonio AS Bari non subisca danni, al pari delle altre compagini di serie A, indipendentemente dalla posizione che occupa in graduatoria. Momentaneamente, si spera.

[David Giampetruzzi – Fonte: www.tuttobari.com]

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