ROMA – L’Italia si ferma fino al 3 aprile e con essa anche lo sport italiano. Nella serata di ieri, infatti, il Premier Conte ha comunicato l’attuazione del Decreto che, tra le altre misure, comprenderà anche la sospensione di tutte le attività sportive suolo italiano fino al 3 aprile. Oggi è andato in scena il Consiglio straordinario della FIGC per discutere sulle modalità di prosecuzione del campionato di Serie A. Il Consiglio Federale straordinario ha ratificato le indicazioni del Decreto, sospendendo l’attività sino al 3 aprile. Lo stesso Consiglio, inoltre, ha convocato un prossimo incontro per il 23 marzo, quando si cercherà di arrivare ad una soluzione per il recupero di queste due giornate, anche alla luce dell’evoluzione dell’emergenza.
Oggi si è cominciato a discutere sul da farsi e l’intenzione è concludere il campionato, utilizzando le due date del 20 e 31 maggio. Se questo non fosse possibile, sono state profilate altre 3 ipotesi:
Nella serata di ieri, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il DPCM che amplia all’intero territorio italiano le restrizioni già applicate da domenica a Lombardia e 14 province. Per quanto riguarda lo sport, sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina. Sono consentiti gli allenamenti degli atleti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive federazioni, in impianti chiusi al pubblico; sarà inoltre consentito disputare, sempre a porte chiuse, eventi e competizioni sportive internazionali. Salvi quindi i prossimi impegni di Champions ed Europa League, in attesa di eventuali nuove comunicazioni da parte del CONI, della FIGC o della UEFA.
Da valutare la situazione delle squadre italiane nelle Coppe Europee: Inter-Getafe e Juventus-Lione che dovrebbero disputarsi a porte chiuse o, addirittura, in campo neutro ma la decisione finale spetterà alla UEFA. Al momento le due sfide, insieme a Roma-Siviglia, dovrebbero disputarsi a porte chiuse secondo quanto stabilito dal nuovo Decreto emanato al Governo. Di seguito le parole del presidente del CONI Giovanni Malagò:
“Domani chiamerò i presidenti delle federazioni degli sport di squadra e faremo un ragionamento univoco, non si possono vedere campionati che vanno avanti e campionati si fermano. La Lega Serie A non è la prima mandataria, ma è su delega della Federazione. La Federazione si assume le sue responsabilità, come quella di giocare a porte chiuse, cosa che il decreto permetteva, anche se Spadafora ha chiesto di fermare tutto. La Federazione può confermare di andare avanti o meno, ma tutti devono andare nella stessa direzione, tutti gli sport. Io dico che tutti gli sport devono andare verso la stessa direzione, mi pare che il Paese lo stia chiedendo”.
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