Doppio ko al Trofeo Tim: allenamento di lusso, ma le sconfitte bruciano

La somma degli scudetti cuciti sulle maglie delle tre formazioni che danno vita al triangolare valido per il trofeo Tim non deve trarre in inganno. E se il primo dei tre incontri, il più spettacolare per l’agonismo messo in campo dalle due squadre Inter e Juve, rivali storiche nel calcio giocato, nemiche invece dallo scandalo del 2006, ha l’aria di una partita vera, i due tempi successivi vedono il Milan impegnato piuttosto in un allenamento di lusso. Questa apparenza deriva non soltanto dalle formazioni rimaneggiate dei rossoneri (e anche degli avversari a dire il vero), ma anche dalle condizioni di molti giocatori, apparsi affaticati dall’intenso lavoro atletico programmato dal tecnico toscano in questo precampionato. Il triangolare si gioca a Bari, dove il pubblico accorre numeroso. I blasoni delle tre squadre più titolate d’Italia agiscono da richiamo, che è amplificato da Cassano, idolo di casa.

Milan-Juventus 1-2 – Ci si commuove un poco alla vista del caro buon vecchio Pirlo vestito della maglia bianconera. Ma Allegri si concentra sul presente e schiera davanti a Roma la classica difesa a quattro con Nesta e Ely centrali, affiancati da De Sciglio e Taiwo. Antonini si allinea a centrocampo con Van Bommel e Gattuso. Cassano ispira Boateng ed il giovane Comi (Ganz dal 33’) che si sistema a destra dell’attacco rossonero (4-3-1-2). Conte risponde con Storari tra i pali, Motta, Bonucci, Barzagli, Ziegler in difesa, Pazienza e Pirlo (Marrone dal 22’) a gestire il centrocampo dietro a Krasic (Ruggiero dall’11’), Vidal e Pasquato (Spinazzola dal 27’), con Matri unica punta (4-2-3-1).

La gara inizia lenta e confusa ma il Milan a poco a poco cresce. Già al 7’ Cassano, esaltato dal pubblico, affetta l’area bianconera da sinistra e propone un pallonetto in area che né Comi né Boateng sono pronti a deviare. La retroguardia juventina libera: raccoglie Van Bommel che dal limite dell’area spara un tiro sbilenco che si perde alto sul fondo.

Ely, calatosi ormai a meraviglia nella parte di difensore centrale, gioca con sicurezza mentre pecca di precisione in fase di impostazione del gioco. All’11’ è ancora Cassano ad infiammare lo stadio, con un suggerimento per Boateng che, pur non essendo in grande serata, si propone con costanza: il suo destro a girare dal limite termina di poco a lato. Un minuto dopo Fantantonio sblocca il risultato. Boateng gli rende l’assist servendolo in area, il barese ruba il tempo a Bonucci e batte Storari con un preciso destro che si insacca a fil di palo.

A centro campo Van Bommel soffre più del solito: meglio Gattuso, che ruba palloni a più non posso e permette agli avanti del Milan veloci ripartenze. È il 14’ quando il solito Cassano riparte veloce sull’out di sinistra lanciato dal sempre troppo frenetico Antonini. Il pugliese serve in profondità Boateng, che inquadra di destro la porta guadagnando un corner. La pressione del Milan continua e al 15’ un bel rasoterra di Van Bommel dai trenta metri termina poco lontano dal palo destro della porta di Storari.

Il palleggio del Milan è ora ordinato ed efficace. La Juve, che ha già giocato un intenso incontro contro l’Internazionale, è in difficoltà nella fase di impostazione del gioco. La difesa rossonera gioca alta, aumentando la pressione nella metà campo avversaria e costringendo i bianconeri a lunghi lanci spesso poco precisi. Al 19’ Boateng sfugge al controllo di Bonucci, ma il tiro cross del trequartista non viene sfruttato da Comi. La gara pare in mano al Diavolo che però, è risaputo, non fa i coperchi: al 20’ un tiro telefonato di Vidal dai 30 metri, non intercettato dal colpevole Roma, si insacca a fil di palo e permette alla Juve di agguantare il pareggio.

Ganz al 31’ sostituisce l’evanescente Comi mentre Conte aggiunge una punta inserendo Vucinic per Ruggiero. Cassano al 33’ taglia di nuovo e punge soltanto con un destro a lato, invece di servire Ganz ben appostato, ma la Juventus sta fermentando. Al 34’ Vidal permette infatti il riscatto a Roma, che gli devia un tiro ravvicinato. Il bianconero raccoglie di nuovo la sfera non inquadra la porta. Il Milan è ora in affanno. Al 35’ Matri fugge a Nesta, e il bravo Gattuso rimedia stendendolo. La punizione di Vucinic dal limite dell’area è di poco alta sulla traversa. La Juventus a due punte pare migliore della precedente versione. Al 39’ è ancora la Roma con Vucinic a farsi pericolosa. Il montenegrino raccoglie un cross tagliando verso il palo, dopo essere sfuggito a Ely (forse l’unico errore dell’italo-brasiliano in difesa), ma calcia sull’esterno della rete. Al 42’ Van Bommel perde palla e un solo grande recupero di Nesta evita guai peggiori.

Illude Ganz al 44’, che si muove bene accendendo bei duelli fisici con la retroguardia bianconera: invitato dal solito Cassano, ci prova dai trenta metri con una bomba che Storari devia in corner. Sembra ormai un pareggio quando al 47’ Nesta perde completamente Matri che, su cross dell’ottimo Vidal, ha tutto il tempo di salire e girare di testa la palla a fil di palo alla destra dell’incolpevole Roma.

Milan-Inter 0-1 – Si gioca di nuovo, dopo i fasti cinesi, il derby della Madonnina. Ma è tutto un altro affare, anche se i tifosi ci tengono a vincere la gara. Ed il Milan ci prova, ma con scarso risultato. Allegri torna in campo con Amelia, Abate e Zambrotta affianco a Bonera e Oddo schierato centrale destro, Ambrosini, Van Bommel (Flamini dal 20’) ed Emanuelson, Cassano punta centrale (Ganz dal 25’) con i giovani Fossati (dal 33’ Sampirisi) a sinistra e Kingsley Boateng a destra (4-3-2-1). Gasperini risponde con Storari tra i pali, Motta, Bonucci, Barzagli, Ziegler in difesa, Pazienza e Pirlo (Marrone dal 22’) a gestire il centrocampo dietro a Krasic (Ruggiero dall’11’), Vidal e Pasquato (Spinazzola dal 27’), con Matri unica punta (4-2-3-1). Gasperini replica con una formazione solida: Castellazzi in porta, Lucio, Ranocchia e Zanetti a difendere, Jonathan, Thiago Motta (Sneijder dal 30’), Cambiasso, Faraoni a centrocampo, Alvarez, Milito e Castaignos ad offendere (3-4-3).

Milito pare subito in condizione di pungere, ma Bonera, ben coadiuvato da Oddo, è impeccabile in chiusura. Parte bene il Milan e al 4’ si conquista il primo corner, che Zambrotta spreca calciando direttamente sul fondo. Al 7’ Allegri prova a dare più veemenza alla fascia sinistra rossonera, dove Zambrotta chiude bene su Alvarez: si può rischiare il giovane Fossati a centrocampo, liberando Emanuelson a spingere sulla trequarti.

Cassano continua a divertire: al 9’, imbeccato da un lungo lancio di Oddo, si accentra e scambia con Emanuelson. La conclusione dell’olandese è però imprecisa e Castellazzi blocca senza problemi. Un minuto dopo Oddo stende Milito. La punizione dell’argentino dal limite dell’area si stampa sulla traversa rossonera. L’Inter accelera. I nerazzurri giocano un veloce fraseggio al quale il centrocampo rossonero non sa dare risposte adeguate. Ambrosini, Van Bommel ed il giovane Fossati non pressano, non rubano palla, non impostano. Emanuelson ed Abate sembrano i più dinamici e provano ad abbozzare qualche sortita. Al 17’ Abate fugge in fascia a Zanetti e pennella un cross perfetto per la testa di Boateng, che solo soletto fallisce la rete del possibile vantaggio, regalando la palla al portiere avversario.

L’ingresso al 20’ di Flamini, completamente fuori condizione (non toccherà quasi palla), peggiora la situazione. È forse la posizione di Sneijder, sempre pericoloso quando è vicino all’area avversaria, che aiuta la retroguardia milanista a respirare. Con Alvarez non in serata insieme al collega Castaignos, Oddo e Bonera (quest’ultimo autore di una partita quasi perfetta) risolvono tutti i guai mettendo costantemente Milito in offside. E quando non basta, si lavora col fisico: al 22’ Bonera si guadagna un bel giallo per un fallo sull’argentino.

Standing ovation per Cassano al 25’, quando viene sostituito con Ganz. Ma al 28’ l’imperfezione: Cambiasso pesca Milito mentre Oddo e Bonera non si intendono: la punta con un delizioso esterno destro batte Amelia in uscita. La partita è virtualmente finita. Da rammentare restano soltanto due occasioni poco convinte su punizione, calciate malamente da Emanuelson e Oddo.

Tre errori individuali condannano il Milan all’ultimo posto del quadrangolare: le sconfitte contro la Juventus (che nel primo incontro è stata sconfitta ai rigori dall’Inter, ma che ha giocato un’ottima gara, meritando forse di vincere) indispettiscono tifosi e tecnico. Allegri alla fine è comunque soddisfatto. Rileva gli errori ma porta a casa anche alcune note positive. Cassano è in costante progresso ed è, se vuole, un fuoriclasse. Emanuelson è sempre più convincente, al punto di convincere lentamente anche se stesso: più deciso e propositivo, è in netta evoluzione tattica, con ampi margini di miglioramento. Alcuni giovani non sono male: bene De Sciglio, Ely, Ganz e Sampirisi. Taiwo ha difeso con ordine. Ma quando si accenderà il vero terzino di Marsiglia?

[Redazione Il Vero Milanista – Fonte: www.ilveromilanista.it]