El Kabir, debutto da sogno per il Topolino strappato all’Udinese

Ora inizio a capire perché a Mjallby goda di fama mitica e leggendaria e perché in quel piccolo paesino di mare del sud della Svezia monitorino incessantemente le sue prestazioni e sono semplicemente pazzi di lui. Non solo per la straordinaria cordialità, non solo per le “passeggiate” con la sua Volvo Cabriolet per le strade del paese, non solo per il fatto che frequentasse la palestra comunale, fianco a fianco con i cittadini comuni. Per diventare una leggenda calcistica, anche se locale, c’è bisogno di talento. E ieri, contro la Roma, si è visto tutto. Sono bastati poco meno di dieci minuti, giusto il tempo di vederlo entrare in campo, scattare, pressare con una grinta e una voglia degni dell’Abeijon dei tempi migliori, e segnare un gran gol “ignorante” (a mo’ delle triple dell’ex cestita azzurro Basile) anziché servire i compagni liberi a centro area. Voleva spaccare il mondo e ci è riuscito alla grande, tanto che Stekelenburg si starà ancora chiedendo a che velocità corresse e quale pertugio abbia trovato quel missile diagonale lanciato dall’artigliere rossoblù, suo connazionale e compagno di squadra per pochi mesi ai tempi dell’Ajax. Moestapha El Kabir.

Avrebbe dovuto giocare dal primo minuto, ma poi Ficcadenti ha preferito schierare il brasiliano Thiago Ribeiro, e forse, viste come sono andate le cose, è stato meglio così. In dieci minuti El Kabir è riuscito a dimostrare tutto: di valere la Serie A e di essere qualcosa di più di un semplice rincalzo. Inguaiando, si fa per dire, Ficcadenti per le scelte future. Del resto se prima del Cagliari era stata l’Udinese, miglior ricettacolo in Italia di talenti stranieri, a mettere gli occhi sul ragazzo di Targuist un motivo ci sarà. El Kabir ha tutto per poter sfondare: corsa, tecnica, rapidità, estro, egoismo. Fame. A ben vedere, un giocatore con caratteristiche che a Cagliari non si sono mai viste, fatta eccezione per l’inarrivabile Gianfranco Zola. Anche se scegliendo il numero 10, El Kabir ha lasciato intendere che i paragoni con le leggende, questa mondiale, non gli fanno alcuna paura. Per avere conferma provate a interrogare Astori e Canini, non proprio gli ultimi arrivati, che in allenamento vengono costantemente messi in difficoltà dalle sue giocate. Certo, siamo solo alla prima giornata e non sempre si avranno a disposizione le praterie dell’Olimpico, ma le premesse non possono che far ben sperare, e certamente nei sogni dei tifosi rossoblù sarà già diventato il nuovo Nino Maravilla del campionato.

A proposito di soprannomi, sapete qual è il vero nomignolo guadagnato in Svezia da Moestapha? La stazza e le serpentine scandinave hanno fatto sì che per tutti i tifosi diventasse “Musse”, il Topolino. E se addirittura gli elefanti si innervosiscono e vanno in confusione alla vista del guizzante animaletto, possiamo star certi che il nuovo idolo rossoblù saprà seminare panico e terrore in mezzo a tutte le retroguardie avversarie. Il Mjallby ha saputo preparare promesse e premesse, al Cagliari il compito di convertire le speranze in certezze. Per poi ritrovarsi in casa un vero e proprio campioncino.

[Matteo Sechi – Fonte: www.tuttocagliari.net]