
Fabio Grosso si presenta alla Fiorentina, il tecnico racconta ambizioni, idee di gioco e i nuovi protagonisti viola
FIRENZE – Vent’anni dopo aver segnato il rigore che ha consegnato all’Italia la Coppa del Mondo 2006, Fabio Grosso torna al centro della scena calcistica italiana con una nuova sfida: guidare la Fiorentina. Dal Wind Tre Media Center del Viola Park, il tecnico ha pronunciato le sue prime parole da allenatore viola, inaugurando un percorso che vuole essere di ricostruzione, ambizione e identità.
Grosso ha espresso gratitudine verso la Proprietà e la Dirigenza, sottolineando quanto sia significativo per lui lavorare in una città come Firenze, dove storia e passione calcistica si intrecciano in modo unico. Ha voluto ringraziare anche il Sassuolo, club che ha lasciato prima di accettare la chiamata viola, riconoscendo il valore umano e professionale dell’esperienza appena conclusa.
Il 9 luglio non è una data qualunque per Grosso: coincide con l’anniversario del trionfo mondiale, un ricordo che il tecnico ha definito “sempre attuale”, perché dietro quel momento ci sono sacrifici, esperienze e valori che continua a portare con sé. Ed è proprio questo bagaglio che vuole trasferire nella sua nuova avventura alla Fiorentina, dove la Proprietà punta a costruire un progetto solido e duraturo. Grosso ha parlato di lavoro, tempo e contributo collettivo come basi per una squadra competitiva, capace di crescere passo dopo passo.
Il sogno di riportare un trofeo a Firenze è presente, ma il tecnico ha preferito concentrarsi sulle emozioni e sulla motivazione quotidiana, elementi che considera fondamentali per rendere orgogliosi i tifosi. Domenica incontrerà per la prima volta il gruppo, senza aver ancora contattato individualmente i giocatori: vuole parlare con tutti, capire, ascoltare e iniziare a costruire un rapporto diretto.
Sul piano tattico, Grosso ha confermato la sua idea di gioco: un 4‑3‑3 che porta avanti da anni, fondato su coraggio, principi chiari e qualità morali. Ha espresso soddisfazione per i nuovi arrivi, definendo Atta un talento da immaginare in mezzo al campo, lodando la crescita di Moise Kean che conosce dai tempi dell’adolescenza, e sottolineando le qualità tecniche di Nicolò Fagioli, giocatore che considera speciale anche sul piano umano.
La nuova Fiorentina di Fabio Grosso nasce così: con ambizione, con un’identità da costruire e con la consapevolezza che il passato può essere una forza, ma il futuro si scrive solo con lavoro e idee.