Fallimento Milan, sentenza devastante: debiti per oltre 250 milioni

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Una sentenza di fallimento sta scuotendo l’universo rossonero, con ripercussioni che potrebbero rivelarsi più pesanti del previsto.

Il nome che emerge nella vicenda riporta alla mente una fase della storia recente del club che molti tifosi avevano cercato di archiviare in fretta. Parliamo di un periodo che aveva generato incertezza, dubbi e una sensazione generale di instabilità che aleggiava su ogni decisione societaria.

Fallimento per ex Milan
Arriva la sentenza di fallimento, tifosi scossi (Foto IG @rdffootball
– calciomagazine.net)

Le vicende economiche del suo protagonista tornano ora prepotentemente alla ribalta, aprendo scenari che non toccano più l’attuale proprietà, ma che per forza di cose riportano l’attenzione su quei mesi complicati e sulle conseguenze che ne seguirono.

La sentenza scuote il Milan

La sentenza in questione riguarda infatti l’ex proprietario del Milan, una figura che per un breve ma intenso periodo si ritrovò al centro di un progetto ambizioso, però rivelatosi insostenibile dal punto di vista finanziario. L’uomo d’affari cinese aveva rilevato il club con l’obiettivo di riportarlo rapidamente ai vertici, promettendo un’iniezione economica considerevole e un piano di rilancio che, almeno nelle intenzioni iniziali, doveva segnare una svolta epocale. La realtà dei fatti, però, prese ben presto una direzione diversa, mostrando crepe profonde e difficoltà sempre più evidenti.

Si avvia infatti alla conclusione la procedura di liquidazione per Yonghong Li, l’ex proprietario del Milan, che non è riuscito a risanare il fondo legato all’acquisto del club rossonero. Tra il 2017 e il 2018, il periodo in cui la società passò nelle sue mani, si rivelò uno dei più turbolenti e controversi della storia recente rossonera. Un passaggio di proprietà caratterizzato da promesse ambiziose, investimenti iniziali ingenti e, allo stesso tempo, una strutturazione economica fragile che non ha retto all’impatto con la realtà del mercato internazionale. Già allora erano emersi segnali evidenti di instabilità e ritardi nei finanziamenti, però nessuno immaginava che il percorso si sarebbe concluso in modo così drastico.

Yonghong Li ex MIlan
Yonghong Li ex Presidente Milan, sentenza di fallimento per lui (Foto IG @acmnd – calciomagazine.net)

Li, che aveva rilevato il Milan prima dell’arrivo del Fondo Elliott, è stato ora dichiarato in bancarotta dal Tribunale di Hong Kong. La sentenza, risalente a luglio scorso, accerta un debito di 289,17 milioni di dollari, pari a oltre 250 milioni di euro. Una cifra enorme che fotografa con chiarezza la portata del fallimento del progetto e del dissesto finanziario accumulato nel tentativo di portare avanti un’operazione mastodontica e rischiosa. Nel provvedimento si legge esplicitamente: “Il signor Li Yonghong è insolvente e non vi è alcuna ingiustizia nel dichiararne il fallimento”, una frase che mette fine a ogni possibilità di recupero o ristrutturazione del debito.

Ciò che resta, oggi, è un’ombra lunga che inevitabilmente si proietta sul ricordo di quel periodo. Il Milan attuale è ben lontano da quella gestione, ha basi solide e una proprietà strutturata e stabile, però ogni volta che il nome di Li ricompare nei documenti giudiziari riaffiorano le paure e le preoccupazioni di un passato che il club ha già superato, ma che continua a essere citato negli atti ufficiali delle autorità asiatiche. La sentenza è devastante per il diretto interessato e chiude definitivamente un capitolo che, per i rossoneri, ha rappresentato più un rischio che un’opportunità.

E proprio per questo, anche se il Milan non rischia nulla dal punto di vista economico né societario, la notizia suscita un inevitabile deja vu tra i tifosi, che ricordano bene il caos di quegli anni. Una ferita che si è rimarginata ma che, ogni tanto, torna a far male quando riemerge la memoria di chi quel periodo lo ha segnato in modo indelebile.