La fase 2 del calcio italiano: focus sul protocollo sanitario tra ottimismo e disfattismo

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Serie A pallone

Dopo mesi di profonda incertezza che ha visto la paralisi quasi totale di tutto lo sport internazionale con il rinvio delle olimpiadi Tokyo 2020, di Euro 2020 e delle attività agonistiche internazionali, una buona notizia squarcia il velo di desolazione e di disfattismo.

É iniziata per il calcio italiano la tanto agognata fase 2 che decreterà da qui ad un mese e mezzo il ritorno al calcio giocato. Dopo una lunga riflessione il comitato tecnico scientifico della FIGC ha stilato e inviato al governo il nuovo protocollo sanitario. Dopo la riunione di mercoledì 15 aprile la commissione medico scientifica formata da Roberto Cauda (prof. di Malattie Infettive dell’Università Cattolica), Massimo Fantoni (Direttore Unità Covid-19 del Policlinico Gemelli), Walter Ricciardi (componente Oms, consigliere del Ministero della Salute) e Francesco Vaia (Direttore Sanitario dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani) ha delineato le direttive per la ripresa del campionato.

Tale ritorno prevederà in primis che i ritiri avvengano a porte chiuse e senza possibilità di accesso per i tifosi con una modalità simile a quelli estivi propedeutici per ad una ripresa dell’attività muscolare e fisica sotto l’egida e la responsabilità sanitaria del medico sociale. Il ritiro sarà preceduto, 72-96 ore prima, da uno screening di tutto lo staff atletico e non.

Le indagini saranno prettamente sierologiche e molecolari volte a testare la presenza o meno di rischi di Covid 19 con un’anamnesi accurata, una visita clinica e una corporea volta ad esaminare la temperatura. La ripartenza secondo il nuovo protocollo sarà a tre velocità: partirà per prima la Serie A, che secondo indiscrezioni dovrebbe iniziare a riprendere le attività di preparazione fisica e tecnica verso la seconda metà di maggio, poi a seguire la serie B e infine la serie C.

Secondo quanto prescrive il protocollo il luogo adibito all’allenamento dovrà essere ovviamente sanificato a partire dai Centri Sportivi, dalle palestre, dagli spogliatoi e alberghi qualora i club non abbiano una propria sede per il ritiro. Il protocollo, inoltre avrà un’influenza molto marcata sulla gestione dei ritiri con speciale attenzione sui vari aspetti del ricondizionamento fisico e sull’organizzazione dell’impiego delle diverse strutture, compresa la sala medica e fisioterapica.

Dunque la fase 2, tanto reclamata dalle società di calcio, fortemente abbattute economicamente, è iniziata e l’ottimismo straborda in tutti gli addetti ai lavori tanto da strappare al C.T. della Nazionale Roberto Mancini un “ora –dunque – usciamo da questo dramma”.

Il commissario tecnico ha commentato così le buone notizie aggiungendo il suo ottimismo per Euro 2020 e l’imprevedibilità sul campionato 2019-2020. Se il commissario tecnico sprigionava ottimismo da tutti i pori il presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli e con lui tanti presidenti di serie C hanno espresso un profondo disfattismo: Ghirelli, che ha convocato l’assemblea di Lega il 4 maggio p.v. e ha affermato che il coronavirus sta uccidendo economicamente il 60 % delle squadre tanto da prevedere grossi cambiamenti per il futuro.

La giornata calcistica è passata sotto il comune denominatore di una ripresa graduale della normalità. Questa crisi pandemica ha senza dubbio lasciato e lascerà delle cicatrici enormi nel calcio italiano ma è doveroso ripartire e non solo per l’economia ma anche per un aspetto psicologico fin troppo sottovalutato, a favore di una popolazione abbattuta e stremata da una clausura che non ha portato altro che morte e desolazione.

A cura di Matteo Buzzurro

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