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Dopo l’infortunio di Val di Fassa, Federica Brignone è tornata sugli sci a Cervinia. La campionessa azzurra punta al sogno olimpico
CERVINIA – Dopo 237 giorni di attesa, sacrifici e riabilitazione, Federica Brignone è tornata a sentire sotto i piedi la neve. Non una discesa qualunque, ma un momento che profuma di rinascita: la campionessa valdostana, due volte vincitrice della Coppa del Mondo, ha ripreso contatto con il suo mondo, quello fatto di curve, velocità e libertà.
Il ricordo dell’infortunio in Val di Fassa, lo scorso 3 aprile, è ancora vivo: frattura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, un colpo durissimo per chi vive di equilibrio e forza. Da allora, un lungo percorso di rieducazione al JMedical di Torino, giorni di fatica e pazienza, fino al primo passo di un cammino che oggi si arricchisce di emozioni nuove.
A Cervinia, con gli sci da turismo e l’affiancamento dei tecnici federali, Brignone ha ritrovato il contatto con la neve. Non era una gara, non servivano cronometri: serviva solo sentire di nuovo la sensazione di scivolare, di dominare la pista, di riconciliarsi con la propria passione. La FISI ha spiegato che l’obiettivo di questa fase è “aggiungere stabilità e fiducia”, ma per Federica è molto di più: è il segnale che il sogno olimpico non è mai stato abbandonato.
La campionessa alterna ora giornate di carico in palestra a nuove uscite in pista. Ogni curva è un tassello verso il futuro, ogni allenamento un passo verso la possibilità di rivederla protagonista ai Giochi. Brignone non è solo una fuoriclasse dello sci: è il simbolo di resilienza, di chi non si arrende e trasforma la sofferenza in energia.
Il sogno olimpico resta lì, all’orizzonte, come una vetta da raggiungere. E Federica, con la sua determinazione, ha già dimostrato che nessuna montagna è troppo alta.
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