
Fiorentina ultima in Serie A 2025/26: crisi storica e rischio retrocessione dopo 33 anni, tra cambio tecnico e progetto ViolaPark
FIRENZE – La Serie A 2025/2026 sta regalando diverse sorprese in vetta, ma è nella zona più calda della classifica che si consuma il dramma sportivo più inatteso: quello della Fiorentina. Trovarsi all’ultimo posto in classifica, senza una vittoria all’attivo a dicembre inoltrato, è un risultato che non solo delude le aspettative di una piazza storicamente ambiziosa, ma evoca spettri che sembravano ormai confinati negli archivi storici del club.
Il club viola sta affrontando il peggior avvio della sua storia, un collasso tecnico e mentale che lo ha trasformato da potenziale contendente europeo a fanalino di coda. La distanza dalle posizioni di sicurezza non è incolmabile, ma il peso psicologico di questa situazione inizia a farsi sentire, mettendo in discussione l’intera struttura societaria e tecnica.
Eppure, a rendere questa crisi ancora più angosciante per i tifosi, è la consapevolezza di quanto sia raro e doloroso il “contro passaggio” per la Fiorentina. Sebbene nel 2002 il club abbia dovuto affrontare la rifondazione e la ripartenza dalla Serie C2 a causa di problemi finanziari, un calvario ben diverso da una retrocessione sportiva, l’ultima vera discesa in Serie B per demeriti sul campo risale a un’era calcistica quasi dimenticata. Parliamo della stagione 1992-1993. All’epoca, la retrocessione avvenne in modo clamoroso, con una squadra che pure annoverava talenti di primo piano come Batistuta, Laudrup ed Effenberg. Da quel traumatico evento, e dal successivo immediato ritorno, la Fiorentina ha mantenuto il suo posto in massima serie. Se l’incubo dovesse concretizzarsi a giugno 2026, si tratterebbe della prima retrocessione sportiva in 33 anni. Questo dato non è solo una statistica, ma il simbolo di una tradizione e di una stabilità che la piazza ha a lungo difeso.
La posta in gioco, dunque, non è solo la categoria, ma la rottura di un ciclo trentennale di militanza nella massima serie. Il cammino è ancora lungo, ma la Fiorentina deve ritrovare subito la scintilla. Non è solo una questione di punti, ma di onorare una storia che, negli ultimi tre decadi, ha sempre evitato l’onta della retrocessione maturata sul rettangolo verde. Seppur la proprietà americana ha sempre ribadito la volontà e le ambizioni di un progetto calcistico, che sembrava avviato a buone prospettive, vedi la costruzione della nuova casa che porta il nome di “ ViolaPark” e gli ottimi risultati in campo europeo della scorsa stagione, il destino del club è ora nelle mani di chi dovrà invertire una rotta, ricordando che non più tardi di qualche settimana fa, si è tentato gia’ con un cambio tecnico in panchina, ma che al momento, punta pericolosamente verso il baratro.