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Il Bologna torna in Serie A

BOLOGNA – Martedì 9 giugno 2015 è una di quelle date destinate a rimanere nella storia del Bologna Football Club, nella memoria collettiva della città di Bologna e nel cuore di tutti i tifosi rossoblù. Al Dall’Ara, di fronte ad oltre 31.000 spettatori, si gioca la finale di ritorno dei playoff di Serie B, contro un Pescara che deve obbligatoriamente vincere dopo lo 0-0 maturato lo scorso venerdì in Abruzzo. Da una parte il pacato maestro Delio Rossi, che deve fare i conti con una marea di acciaccati e si affida alla tenacia dei suoi veterani Maietta e Matuzalem e ai guizzi di Sansone, affiancato in avanti da Acquafresca. Dall’altra lo spavaldo allievo Massimo Oddo, che si vede costretto a rinunciare all’islandese Bjarnason e disegna un 4-3-3 con Caprari e Politano ai lati del centravanti Melchiorri.

Non appena l’arbitro Fabbri dà avvio al match ci si rende conto di trovarsi nel bel mezzo di un film thriller, la tensione si taglia a fettine e le squadre sembrano letteralmente paralizzate. L’unico obiettivo è non concedere varchi all’avversario, e così per assistere alla prima occasione da rete bisogna attendere il 16’, quando Melchiorri controlla in area un suggerimento di Memushaj e conclude di poco alto. Il Bologna prova allora a scuotersi, e al 22’ costruisce una bella azione sull’asse Sansone-Krsticic-Laribi, con quest’ultimo che prova a servire nel mezzo Acquafresca con un cross rasoterra ma trova sulla sua strada le mani sicure di Fiorillo.

I ritmi iniziano pian piano ad alzarsi, Sansone entra di più nel vivo del gioco e al 27’ impegna il portiere biancazzurro con un bel sinistro a giro dal limite. A creare scompiglio sul versante opposto è soprattutto il furetto Politano, che al 27’ salta netto Morleo e conclude verso la porta, fortunatamente in modo troppo centrale per creare grattacapi a Da Costa. Lo stadio aumenta ancora di più i decibel del suo tifo, e al 37’ i rossoblù rispondono con il gol del vantaggio: Acquafresca difende alla grande un pallone sulla sinistra e lo gira nel mezzo, Fornasier rinvia malamente sui piedi di Sansone e l’ex attaccante della Sampdoria fulmina Fiorillo con un sinistro al fulmicotone che si insacca sotto la traversa. Si va così al riposo sull’1-0, una situazione di punteggio a dir poco favorevole.

Nell’intervallo Oddo sostituisce i suoi esterni d’attacco Politano e Caprari con un trequartista, l’ex di turno Pasquato, e un’altra punta, Sansovini. L’atteggiamento degli ospiti è inevitabilmente più offensivo, ma al 12’ è il Bologna ad andare vicinissimo al raddoppio: Sansone parte dalla propria metà campo, si libera di un paio di avversari con una serie di numeri degni di Neymar, arriva a tu per tu con Fiorillo e calcia di precisione col mancino, trovando però il corpo del numero uno abruzzese. Ma il calcio, si sa, è maledetto, e allora sul capovolgimento di fronte la sfera arriva nell’area felsinea proprio sul destro di Pasquato, che in diagonale fa secco Da Costa e pareggia i conti. Una doccia ghiacciata.

L’inerzia del match cambia di colpo, il vecchio marpione Sansovini sfiora subito il 2-1 al 15’ con un tiro dai sedici metri che si perde di nulla a lato, ma l’episodio che ribalta completamente la sfida arriva al 21’, quando Mbaye, già ammonito, si procura il secondo cartellino giallo e lascia i suoi compagni in inferiorità numerica. Rossi, che aveva già cambiato Krsticic e Acquafresca con Buchel e Cacia, corre tardivamente ai ripari inserendo anche Ceccarelli, ma da quel momento in avanti la parola ‘agonia’ sarà il leitmotiv della serata. Il Bologna infatti è sulle gambe e il Pescara prova subito ad approfittarne, costringendo Matuzalem e compagni a difendersi in modo sportivamente eroico. Al 32’ Pucino chiama Da Costa al volo plastico per deviare in corner la sua sassata dalla distanza, mentre al 39’ il portiere brasiliano è semplicemente superlativo nell’intervento d’istinto sull’inzuccata del neo entrato Lazzari, pescato tutto solo sul secondo palo in sospetto fuorigioco.

Il meglio, anzi, il peggio, deve però ancora venire, perché in pieno recupero è di nuovo tempo di chiedere aiuto ai legni. Melchiorri, che qualche minuto prima avrebbe forse dovuto essere nuovamente ammonito per un brutto fallo su Maietta (prestazione maiuscola la sua, al pari di Oikonomou), riceve un cross nell’area piccola, batte a rete di testa e coglie una clamorosa traversa, come accaduto quattro giorni fa all’Adriatico. Il destino, in questi playoff, sembra essersi alleato coi rossoblù, e di lì a poco, dopo una galoppata di Cacia al 48’ bloccata alla disperata da Fiorillo (poteva starci l’espulsione) e un paio di uscite alte di Da Costa accolte come un gol da tutto il Dall’Ara, Fabbri fischia la fine e decreta la promozione in Serie A della squadra di mister Delio Rossi, del presidente Joe Tacopina e del patron Joey Saputo.

In un secondo tutta la sofferenza si trasforma in gioia, il popolo bolognese si lascia andare in un unico enorme grido liberatorio e invade il terreno di gioco per dare inizio alla festa. Non si tratta di un semplice salto categoria, quello che il Bologna ha effettuato stasera è un vero e proprio tuffo nel futuro, un futuro che grazie a questa proprietà e all’amore incondizionato di una tifoseria meravigliosa si preannuncia a dir poco luminoso.

[Simone Minghinelli – Fonte: www.zerocinquantuno.it]

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