Insulti alla squadra, al Napoli scoppia un nuovo caso: accuse a Conte

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Non c’è pace per il Napoli, non c’è pace per Conte. Sotto il Vesuvio è scoppiato un nuovo caso e quando si comincia a parlare di insulti la cosa è grave

La settimana del Napoli è stata una delle più tese dell’intera gestione Antonio Conte. La sconfitta per 2-0 contro il Bologna ha rappresentato solo l’innesco: il vero terremoto è arrivato dopo, davanti ai microfoni, quando il tecnico ha pronunciato frasi durissime sulla condizione psicologica e competitiva della squadra. Dichiarazioni che hanno subito fatto il giro del Paese, aprendo un fronte interno che nessuno all’interno del club avrebbe voluto ritrovarsi a gestire a metà novembre. Lo sfogo di Conte, con quella metafora del “non accompagnare un morto”, ha fatto comprendere come il tecnico non percepisca più la scintilla, la coesione e l’unità di intenti che ritiene indispensabili per competere ad alti livelli.

Antonio Conte
Insulti alla squadra, al Napoli scoppia un nuovo caso: accuse a Conte – Calciomagazine.net (screen Youtube)

Ai suoi occhi, il gruppo non risponde, non si accende, non mostra quella “energia” che è sempre stata la cifra delle sue squadre. Da qui la sua preoccupazione, manifestata senza filtri: troppe sconfitte, troppi cali mentali, troppe disattenzioni collettive che, sommate, hanno fatto franare il Napoli fuori dal primo posto in classifica. Ma la realtà è più complessa: Conte ha chiesto qualche giorno lontano dal campo, la squadra è stata affidata allo staff, mentre la città e l’ambiente si interrogano sul reale stato del rapporto tra allenatore e gruppo. Il risultato è un clima sospeso, da resa dei conti imminente. Una squadra campione d’Italia che si ritrova improvvisamente vulnerabile, un tecnico che non fa nulla per nascondere la delusione e un calendario che, nelle prossime settimane, rischia di rendere ancora più pesante la pressione attorno a tutto l’ambiente.

Conte frastornato, Zambardino: “Se ti colpisce nella tua dignità professionale, qualcosa va chiarito”

A fotografare con grande lucidità la portata di quanto accaduto è intervenuto Vittorio Zambardino, firma autorevole del Corriere del Mezzogiorno, che ha centrato un punto spesso ignorato nel dibattito degli ultimi giorni. L’analisi muove da un presupposto tanto semplice quanto trascurato: in un qualsiasi altro club, con un qualsiasi altro allenatore, parole come quelle pronunciate da Antonio Conte sarebbero già valse un allontanamento immediato.

Il ragionamento di Zambardino si sviluppa intorno a un concetto chiave: il peso delle frasi del tecnico nei confronti del gruppo. Quando un allenatore esprime giudizi così duri, mettendo in discussione spirito, impegno e identità della squadra, il confine tra critica tecnica e attacco personale diventa sottilissimo. Ed è qui che entra la frase più forte del suo intervento: “se l’allenatore ti offende nella tua dignità professionale in misura intollerabile e l’unico modo è ubbidir tacendo, qualcosa ce l’hai da chiarire”.

Antonio Conte
Conte frastornato, Zambardino: “Se ti colpisce nella tua dignità professionale, qualcosa va chiarito” – Calciomagazine.net (screen Youtube)

Per Zambardino, il problema non è solo il rendimento o la classifica, ma la relazione tra guida tecnica e gruppo. Un rapporto che oggi appare incrinato e che rischia di compromettere non solo l’immediato, ma anche il futuro del progetto. Il giornalista sottolinea come il Napoli abbia investito enormemente su Conte, economicamente e strategicamente, rendendolo l’architrave del progetto tecnico per gli anni a venire. Allontanarlo significherebbe sconfessare un investimento e riaprire il trauma del decimo posto del 2024, una ferita che il club teme di riaprire più di qualsiasi altra cosa.