Inter, Mancini: “Essere quarti è un dispiacere”

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Il tecnico dell’Inter alla vigilia dell’Udinese: “La base della squadra c’è, servono ritocchi. Ho un contratto ma, se andassi via, mi fermerei”

MILANO – Roberto Mancini prova a scuotere l’Inter ma ammette: “Il quarto posto è un dispiacere, l’obiettivo era arrivare terzi. Ma la base della squadra c’è, servono due campioni esperti per fare il salto di qualità. Abbiamo ancora il problema del gol, ma non è detto che davanti cambieremo”. Sul futuro: “Ho un contratto ma, se andassi via, mi fermerei”. 

LA CONFERENZA STAMPA

Anche in mezzo serve qualità, Melo-Medel non è una soluzione che non aiuta la squadra?
“Hanno giocato bene a Genova, Kondogbia era squalificato e davanti ne avevamo quattro offensivi”.

Ha trovato cimici nello spogliatoio (riferimento al presunto spionaggio riferito da Bolingbroke)?
“Qua ce ne sono centomila, quelli che pesti e fanno odore”.

Che partita si attende, visto che l’Udinese è di fatto salva?
“L’Udinese è in buon momento, battute Fiorentina e Napoli, non hanno niente da perdere, giocheranno tranquilli. Forse era meglio affrontarli in un momento di difficoltà ma noi vogliamo tenere uno spiraglio Champions ancora aperto. Per noi comunque non esistono partite semplici”.

Se le dicessero “teniamo tutti ma compriamo un solo giocatore forte”, quale reparto rafforzerebbe?
“Meglio un campione che 4-5 giocatori normali, la maglia dell’Inter pesa, servono atleti con qualità e personalita. Credo che la squadra abbia una base solida, è tempo di ritocchi: due campioni già esperti che possano aiutare a crescere tutti, a parte Miranda son tutti giovani”.

Cambierà qualcosa in vista dell’Udinese?
“Dipende molto da come staranno i giocatori che hanno giocato mercoledì”.

Cosa non ha funzionato nella stagione di Jovetic, infortuni a parte?
“Jovetic non ha avuto neanche tanti infortuni, per me è un giocatore tecnicamente straordinario e poteva fare più gol. Si è dovuto integrare, quando è stato fuori ha avuto difficoltà, in quei momenti è andato un po’ in difficoltà ma rimane un giocatore straordinario”.

La difesa quest’anno prende meno gol anche perché hai trovato Miranda-Murillo. Pensa di risolvere il problema del gol senza nuovi giocatori?
“A volte il calcio è bello per questo, pensi che comprando nuovi giocatori risolvi i problemi e magari ti tieni gli stessi e l’anno dopo fai 70 gol invece di 44… Può dare che cambiando niente possa migliorare tutto. Le squadre migliorano quando si tiene una base e anno dopo anno giocano assieme”.

In ottica mercato meglio tenere tutti e ritoccare o anche cedere un big per sistemare un reparto?
“Fosse per me non venderei nessuno, anche quest’anno non avrei ceduto. E Thohir la pensa uguale, ma ci sono esigenze di bilancio”.

Se arrivassero altre offerte, valuterebbe di lasciare l’Inter?
“Io ho un contratto con l’Inter e voglio restare, se poi dovessi andarmene me ne starei a casa”.

Dopo Genova ha detto che serviva più qualità davanti: era per far capire che in estate erano stati chiesti altri giocatori come Salah?
“Non mi riferivo a nessuno, neanche a Icardi: ma vorrei più freddezza in zona gol”.

Ti sei dato un voto molto basso,: non stai dando messaggi a Thohir per cercare un altro allenator?
“No, no, se volessi andare via glielo direi subito. Capisco i giornalisti ma gli allenatori capiscono se la squadra sta migliorando, di calcio un po’ ci capisco – quando vinco, quando perdo no (e sorride, ndr) -. Il ko di Genova è casuale. Anche a Frosinone dovevamo essere 3-0 al primo tempo, se al primo contropiede sullo 0-0 loro avessero segnato avremmo perso.. le partite vanno così”.

A cosa serve questa squadra per migliorare?
“Abbiamo già migliorato quest’anno. Miranda è un grande che tanti club vogliono ed ha aiutato Murillo a crescere. Perisic lo chiedono in tanti, Kondogbia ha 23 anni e può migliorare. Certo, speravamo di essere terzi”.

Il quarto posto come lo vedresti?
“E’ una delusione, l’obiettivo era quello di arrivare terzi. Ma non si può dire che siamo quelli dell’anno scorso, siamo migliorati”.

Come migliorare il reparto offensivo: servono attaccanti esperti o di qualità?
“Si parte sempre dalla qualità, deve capire dove calciare e come fare. E vale anche per centrocampisti ed esterni che devono sapere dove mettere la palla per gli attacanti. Siamo una squadra giovane, non siamo quelli di 10 anni fa, stiamo ricostruendo. Purtroppo normale passare da delle delusioni, l’inizio ha ingannato, sempre detto che non potevamo vincere lo scudetto”.

In squadra ci sono giocatori che segnano come Ljajic, Icardi, Eder… com’è possibile che segni solo Mauro?
“E’ possibile, il calcio è questo. A volte per un motivo o un altro, certe cose non accadono. Non pensavamo di avere Jovetic a 4 gol o Ljajic/Palacio a 2 ma non per colpa dei giocatori che ci hanno messo impegno. Dobbiamo lavorarci su, l’anno scorso dicevamo di concedere meglio gol e ce l’abbiamo fatta, ora va migliorato questo aspetto. Troppa differenza con chi ci sta davanti ma anche con la Fiorentina. Eder speravamo facesse 6-7 gol, ma tira e la palla esce di un millimetro… sono situazioni e momenti di gioco”.

Il vero problema dlel’Inter è il gol?
“E’ il nostro problema maggior, sin da inizio stagione. 44 gol fatti sono un po’ pochi. Ma a parte comprare Messi o Ronaldo non c’è molto da fare”.

Se alla fine fosse quarto posto, sarebbe fallimento o miglioramento rispetto all’anno scorso?
“Intanto aspettiamo cosa sarà il 15 maggio, poi tireremo le somme. Vedremo da dove ripartire tra errori fatti e cose buone viste”.