La nostra verità su Diamoutene (editoriale di leccegiallorossa)

PREFAZIONE: siamo i primi a condannare la violenza sotto qualsiasi forma, quando questa sia reale e non un ingigantimento mediatico volto solo a rafforzare l’idea degli ultra violenti brutti e cattivi. Noi, che il calcio lo viviamo da dentro, abbiamo smesso di credere da un pezzo agli articoli sui giornali. Molto probabilmente la maggior parte dei giornalisti che hanno scritto articoli sulla “aggressione” a Diamoutene, ieri non erano presenti a Calimera, a dire il vero forse non sanno nemmeno dove si trovi Calimera.

Abbiamo scelto un articolo a caso sulla questione, ma le pagine di tutti i giornali questa mattina riportavano articoli più o meno conditi di particolari ad hoc, come gli insulti razzisti totalmente inventati ma che ovviamente avevano un potere mediatico non indifferente. Nessuno dei giornali si è preso la briga di capire i motivi reali di questo gesto degli ultra, che a differenza di quanto scritto in giro, è in realtà condiviso da un gran numero di tifosi.

Si continua a scrivere e sottolineare come il problema Diamoutene sia semplicemente legato alla militanza nella squadra barese. Falso o comunque sicuramente non corretto (ancora oggi Valdes, ex barese, è amatissimo a Lecce, questo dovrebbe far capire qualcosina) Quello che si contesta a Diamoutene, che ricordiamo è stato anche capitano del Lecce, è stata la TOTALE mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi leccesi e soprattutto della maglia giallorossa.

Ci piacerebbe che qualcuno ricordasse che nel momento in cui la nave (il Lecce) affondava, il capitano Diamoutene è stato il primo ad abbandonarla ritenendosi un giocatore così forte da non potersi abbassare a fare la serie B, nemmeno per aiutare quella squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta e che ha creduto in lui, pur non avendo i numeri da campione.

Nessuno gli ha contestato il passaggio al Bari, sicuramente ci sono stati i doverosi mugugni, ma sono state alcune dichiarazioni Dimaoutene (che non aveva necessità di fare) ad aver inasprito gli animi.

“A Lecce sono stato benissimo, ma quando si è trattato di scegliere Bari non ci ho pensato su due volte” e ancora “Io sono in prestito con diritto di riscatto e il mio desiderio è quello di convincere il Bari a confermarmi. CONSIDERO ORMAI CHIUSA LA MIA CARRIERA A LECCE”

Addirittura leggiamo che Diamoutene a Gennaio sarà costretto a cambiare squadra per colpa degli ultra violenti brutti e cattivi. TUTTI quanti (e il giocatore per primo) sembrano aver dimenticato che non è mai stato considerato un difensore del Lecce, ha diviso la sua stagione fra le varie poltroncine della tribuna, e se ha messo piede in campo è stato solo per una situazione di estrema emergenza. TUTTI quanti sembrano aver dimenticato le parole di De Canio ad inizio stagione : “NON POSSO DIMENTICARE CHI HA ABBANDONATO IL LECCE QUANDO E’ SCIVOLATO IN SERIE B”, e il riferimento a Diamoutene è chiaro e lampante. TUTTI quanti sembrano aver dimenticato che Diamoutene è stato l’UNICO giocatore a non esser al Via del Mare quando, prima della partita con il Valencia, l’Us Lecce ha presentato la squadra ai tifosi. TUTTI quanti sembrano aver dimenticato che la società ha offerto il difensore a mezzo mondo pur di liberarsi di lui quest’estate, destinazioni puntualmente rifiutate dal calciatore perchè lui aspirava più in alto.

Un giocatore che salta con la mano sul cuore, sotto la curva barese, al grido di CHI NON SALTA E’ UN LECCESE non PUO’ e non DEVE indossare quella maglia che per i tifosi veri vuol dire cuore, fede, sacrificio e passione. Per qualcuno il risultato non è tutto, per qualcuno il rispetto della maglia viene prima di tutto. Diamoutene, quella maglia l’ha rinnegata quando è scappato via da Lecce, Diamoutene quella maglia l’ha tradita quando saltava sotto la curva barese offendendo i leccesi, DIamoutene quella maglia l’ha infangata quando ha indossato la fascia da capitano a Udine.

I tanti perbenisti (gli stessi che alla presentazione fischiavano Schiavi che ha sempre avuto un comportamento esemplare di attaccamento ai colori giallorossi, nonostante i suoi limiti tecnici) l’AIC (che siamo sicuri non sappia nemmeno i nomi di tutti i giocatori del Lecce) i giornali che apostrofano violenti e razzisti i ragazzi della nord (che partecipano a tornei di calcio a 5 contro il razzismo e raccolgono fondi per aiutare la piccola Giorgia) stiano tranquilli, i daspo sono già pronti.

Diamoutene invece ricordi che i leccesi non dimenticano.

CHI DISONORA LA MAGLIA, NON E’ DEGNO DI INDOSSARLA!!

[Redazione Lecce Giallorossa – Fonte: www.leccegiallorossa.net]